Riforma del Copyright

Riforma del copyright, AIE: “Vince la libertà”

"Oggi, il giorno di San Valentino, l’Europa dichiara il suo amore per il diritto d’autore." Il presidente dell'AIE commenta la riforma europea del copyright
Riforma del copyright, AIE: "Vince la libertà"

MILANO – “Oggi, il giorno di San Valentino, l’Europa dichiara il suo amore per il diritto d’autore, per la creatività e in definitiva per la cultura. Quella di oggi è davvero una vittoria per la libertà, come espressione di un libero dibattito democratico e della creatività della persona. Questo è il diritto d’autore: rappresenta la libertà ed esprime l’identità europea”. È il primo commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi subito dopo la fine del negoziato del Trilogo sulla riforma del diritto d’autore nel mercato unico digitale.

Il Trilogo è la commissione europea a cui spetta il compito di creare delle nuove norme per la tutela del diritto d’autore, composta da membri del Consiglio dell’Unione europea, del Parlamento europeo e della Commissione europea. Il dibattito, iniziato l’11 febbraio, ha avuto al centro la tutela del diritto d’autore online, la necessità di limitare l’eccessivo potere degli over the top (gli OTT, tra cui Google, Facebook, Apple, Amazon) e allo stesso tempo promuovere e facilitare lo sviluppo dell’economia di internet.

“Siamo soddisfatti – ha proseguito Ricardo Franco Levi – perché con l’esito di oggi si è affermato un principio fondamentale, e cioè che il diritto d’autore va sì aggiornato al digitale ma conservandone la funzione di libertà e di contrasto dei monopoli. Attendiamo ora fiduciosi che il Parlamento e il Consiglio confermino questa decisione. Certo, il testo approvato – come ogni testo di compromesso tra interessi e visioni diverse – presenta alcuni aspetti che richiedono molta attenzione in sede di recepimento. Siamo pronti a dare il nostro contributo, come abbiamo sempre fatto, perché le norme italiane vadano in direzione di un’effettiva innovazione digitale, della crescita e della diversità culturale. La Direttiva è però un’ottima premessa perché in Europa e in Italia ci sia un insieme di norme che incentivino gli autori e garantiscano il futuro delle imprese culturali”.

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