Coronavirus

Raffaele Morelli: “Il cervello sa come superare i traumi”

Raffaele Morelli: "Non è vero che questo periodo ci segnerà in modo indelebile, perché dentro di noi esistono risorse dotate di poteri immensi, che dobbiamo far scendere in campo"
morelli--3

“Non è vero che questo periodo ci segnerà in modo indelebile, perché dentro di noi esistono risorse dotate di poteri immensi, che dobbiamo far scendere in campo”. Lo psichiatra e filosofo Raffaele Morelli, che ci spiega come il nostro cervello reagisce ai traumi. 

Il cervello dimentica i traumi

Il cervello è costruito per dimenticare i traumi: non ascoltate chi afferma che questo periodo lascerà una traccia indelebile nella vostra memoria, nella mente e che condizionerà la vostra vita futura. Allo stesso modo, non credete a chi racconta che i bambini magari giocano ma dentro di loro hanno delle lacerazioni profonde. Non è vero: i bambini usano meglio di tutti il più potente dei farmaci, l’immaginazione. Così, possono giocare per ore anche da soli e se arriva la tristezza, la superano immaginando. È ciò che hanno fatto tanti di voi, come testimoniano moltissime e mail che arrivano ogni giorno in redazione. Immaginazione, fantasia, perdersi nel fare cose con le mani, immaginare di essere come antichi dei o dee, immersi in bagni incantati e via dicendo: tutti quelli che hanno fatto così sono stati molto meglio”.

Ripartire senza programmi o aspettative

“Ora che s’intravede la ripartenza, non soffermiamoci sulle cose che avremmo voluto fare e che ora faremo oppure sulle limitazioni alle quali saremo costretti. Volgiamo lo sguardo altrove, verso l’interno, perché anche nei momenti difficili il cervello dispone di energie intelligenti “caotiche”. Abbiamo tutti un’idea lineare della vita, ma lo sviluppo psichico non procede linearmente. Al contrario, avanza a volte grazie a un ricordo, quindi paradossalmente tornando indietro, oppure attraverso i disagi che ritornano per aprire nuove porte verso strade che avevamo tralasciato”.

Mai come ora occorre affidarsi a quel “signore sconosciuto”, che la psicologia chiama inconscio, che sta guidando la mia vita senza che io mene accorga, adesso e sempre. Dobbiamo farci un po’ da parte e attendere che dentro di noi qualcosa ci porti sulla nostra strada; adesso è davvero il momento di “precipitare dentro sé stessi”, la nostra più grande risorsa.

Via: Riza

© Riproduzione Riservata
Commenti