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Perché lamentarsi di restare a casa, quando c’è gente che non può

Quando c’è la crisi bisogna avere la forza di saper cambiare e restare a casa. Soprattutto se migliaia di medici, infermieri, forze dell’ordine stanno lavorando senza sosta per affrontare la crisi Coronavirus.
Perché lamentarsi di restare a casa, quando c’è gente che non può

Siamo tutti consapevoli che stiamo vivendo uno dei momenti più difficili della storia d’Italia. Bisogna chiudersi e restare a casa. Bisogna evitare gli spostamenti dentro o fuori città. Non si può viaggiare. Una rivoluzione inaspettata nella nostra vita. Soprattutto, in un Paese con il clima temperato come il nostro. Gli italiani sono abituati a vivere all’aria aperta, da noi il sole è presente per molti mesi all’anno.

Per una volta non c’è Nord, non c’è Sud. Siamo tutti potenziali vittime di un nemico invisibile. Non ci sono armi per poterlo affrontare. Bisogna soltanto evitarlo, fare in modo di non incontrarlo. Qualsiasi arma, qualsiasi esercito, non possono fare nulla. Bisogna saper trovare un buon rifugio. E quale miglior nascondiglio della tanto desiderata casa.

L’impegno di medici e infermieri

C’è molta gente che non ha la stessa possibilità, ormai da giorni sono in prima linea senza sosta. Gli ospedali stanno rischiando il collasso. Medici, Infermieri sono impegnati notte e giorno ad assistere i pazienti colpiti dal Coronavirus, senza dimenticare che non sono gli unici pazienti presenti negli ospedali. Il personale paramedico e le forze dell’ordine stanno lavorando ininterrottamente. Voglio esagerare, anche la politica non si sta risparmiando, ore ed ore di gestione della crisi che di minuto in minuto diventa sempre più importante. Non c’è un attimo di respiro, non c’è tempo per lamentarsi. Loro la casa, gli affetti li desiderano. E noi abbiamo il coraggio di lamentarci perché siamo a casa?

Restare a casa

Per anni, mesi, settimane, giorni abbiamo desiderato di stare tranquilli, di rimanere a casa. Quante volte abbiamo sbraitato al suono di quella maledetta sveglia. Quante volte ci è salita l’ansia di arrivare in ritardo, di arrivare tardi al lavoro o dopo il suono della campana a scuola. Per non parlare delle corse per prendere il treno o l’autobus, per poi arrivare e vedere che il display segna un clamoroso ritardo.

Quante volte abbiamo odiato l’ingorgo del traffico. Quell’orologio che scorre a doppia velocità, che stimola i battiti del cuore e manda fuori limite la pressione del sangue. Quella rabbia nei confronti dei vari furbi che per cercare di arrivare prima, si esibiscono in manovre al limite, mettendo a rischio la loro sicurezza e quella degli altri.  

Più tempo per noi stessi

Per una volta approfittiamo di un po’ di tempo che possiamo dedicare a noi stessi. Lo stare a casa forzato può diventare un’opportunità per poter stare con le persone che amiamo. Restare a casa e dedicarci delle ore tutte per noi, per i nostri interessi. Poter fare l’amore. Apprezzare il piacere di giocare con i figli, quei bambini o ragazzi che non riusciamo ad incontrare mai. Adesso possiamo, o meglio dobbiamo, godere nello stare insieme a casa.

Si può lavorare da casa ascoltando la musica, magari spizzicando (attenzione alle calorie) qualcosa. Non c’è il capo o quell’antipatico collega da dover sopportare per tutta la giornata. Finalmente genitori e figli possono condividere le loro esperienze e, perché no, aiutarsi l’uno con l’altro. Si può decidere di godere di un buon libro sdraiati sul divano o sul letto. Si può finalmente guardare in TV gli interminabili episodi delle diverse stagioni della serie televisiva che non si è riusciti mai a vedere.

L’importanza di stare insieme

Ci si può dedicare al proprio passatempo preferito e perché no tornare a giocare al Monopoly o al Trivial pursuit. Se ci pensiamo potrebbe essere come a Natale. E allora perché non fare diventare questo periodo di crisi un magico modo per stare insieme in famiglia. Possiamo dare sfogo alla creatività, al collezionismo, al fai da te. Possiamo avere quel tempo che ci è stato mancato, possiamo per un periodo dire basta al “logorio della vita moderna.

Evitiamo di lamentarci, sarebbe irrispettoso nei riguardi di coloro che in questo momento non hanno la stessa fortuna. Di coloro che sono nelle sale di rianimazione e in terapia intensiva, nella speranza di sopravvivere al virus. Sarebbe irrispettoso per coloro che si stanno prendendo responsabilità e rischi alla salute per garantire a tutti noi di poter rimanere sani, di evitare la malattia. Loro non hanno l’opportunità di vedere il bicchiere mezzo pieno. Noi lo dobbiamo fare per rispetto nei loro confronti.

Saro Trovato

 

 

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