Giorno della Memoria

Mattarella sulla Shoah: «La memoria come antidoto al virus dell’odio e del razzismo»

Per fare i conti con la Shoah, non dobbiamo rivolgere lo sguardo soltanto al passato, perché il virus dell'antisemitismo, dell'odio e del razzismo non è confinato a una dimensione storica, ma riguarda al comportamento dell'uomo e debellarlo riguarda il destino stesso del genere umano
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La memoria come patrimonio nazionale, come antidoto al virus dell’antisemitismo e dell’intolleranza, è il monito che il Presidente Mattarella ha rivolto al Paese questa mattina al Quirinale, in occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria. Su questo concetto il Presidente Mattarella si è soffermato in più punti del suo discorso, dopo averlo ribadito anche settimana scorsa a Gerusalemme davanti ai grandi del mondo.

La memoria per non ripetere gli orrori del passato

Bisogna tenere viva la memoria e tramandarla alle nuove generazioni per non ripetere gli orrori del passato, perché – ricorda il Presidente – la storia ci insegna che a volte bastano pochi anni per cancellare secoli di conquiste. «Il giorno della Memoria non può e non deve esaurire la riflessione su quello che accadde a metà del secolo scorso nel cuore del continente – ha commentato il Presidente Mattarella – La Shoah trascende la dimensione storica del suo tempo e diventa un monito perenne e universale per l’intera umanità». Furono 6 milioni le vittime della Shoah, fra ebrei, omosessuali, rom, dissidenti e disabili, e il concetto stesso di umanità fu messo a rischio, spalancando nella storia dell’umanità una voragine di orrori e violenze, «che non possiamo cancellare con un colpo di spugna». 

La memoria come antidoto all’odio oggi 

«Nessuno può essere discriminato sulla base del sesso, della razza, della religione. È fermamente scritto nella nostra Costituzione repubblicana – continua Mattarella – e nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo». Ed è proprio questa affermazione che deve guidare oggi le nazioni nella risoluzione dei conflitti, tenendo presente sopra ogni altro il concetto di umanità alla base del vivere civile. Sono parole dure quelle che concludono il discorso del Presidente Mattarella, un monito per coloro che adoperano il linguaggio dell’odio e del razzismo, senza ponderare il peso che quelle stesse parole possono avere sul destino della nostra civiltà. 

«Per fare i conti con la Shoah, non dobbiamo rivolgere lo sguardo soltanto al passato, perché il virus dell’antisemitismo, della discriminazione, dell’odio, della sopraffazione, del razzismo non è confinato a una dimensione storica, ma riguarda al comportamento dell’uomo e debellarlo riguarda il destino stesso del genere umano».

 

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