Psicologia

Lontananza e desiderio: il segreto dell’amore al tempo del coronavirus

Di cosa si nutre l'amore al tempo del coronavirus? Come cambiano le leggi del desiderio, di fronte all'impossibilità del bacio e del ricongiungimento fisico? 
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Distanti e sempre più spaventati all’idea del contatto con l’altro, rischiamo di rimanere intrappolati fra le mura di una solitudine fredda e spietata. Dietro ogni carezza, ogni bacio, si annida infatti silenzioso il timore del contagio. Timore di essere contagiati, ma anche di contagiare le persone che amiamo e di cui aneliamo il contatto. Di cosa si nutre, dunque, l’amore al tempo del coronavirus? Come cambiano le leggi del desiderio, di fronte all’impossibilità del bacio e del ricongiungimento fisico? 

Che cos’è il desiderio e come lo si alimenta 

Poeti, artisti, scrittori e filosofi si interrogano da sempre sulla natura del desiderio e sulle leggi che lo regolano. Ma parlare di desiderio oggi ci pone di fronte a interrogativi nuovi, nati dalla situazione straordinaria a cui il virus ci ha costretto. A questo proposito, si è espresso il filosofo e psicanalista Massimo Recalcati, che in un’intervista a Repubblica ci ricorda un meccanismo semplice quanto trascurato della relazione. Ovvero che “il desiderio si nutre della distanza, dell’assenza, della lontananza”. Il desiderio non è di quello che abbiamo a portata di mano, ma di quello che ci manca. “La mancanza in realtà allena il desiderio, lo tiene vivo, non lo sopprime”, continua Recalcati. 

Riscoprire il desiderio al tempo del Coronavirus

Davanti a noi, si spalanca, dunque, una inedita e preziosa possibilità: la riscoperta del desiderio. Sono tante le coppie divise dal virus, così come sono tantissimi gli adolescenti costretti a casa, privati della possibilità di esplorare l’amore e il sesso con lo slancio innocente e selvaggio della loro giovane età. A fronte dell’impossibilità, si alimenta dunque la tensione verso l’altro, quello che, in altre parole, gli Stilnovisti chiamavano amor de lonh. Pensiamo, per esempio al giovane Dante e al suo innamoramento per Beatrice. “Lì era impossibile l’accesso diretto al corpo della dama, ma questa impossibilità anziché generare un sentimento di frustrazione era all’origine della creazione poetica”, spiega Recalcati. Questo per dire che ci sono corpi lontani, distanti che sprigionano un grande desiderio. Mentre ci sono situazioni in cui i corpi sono vicini, ma in realtà lontanissimi. 

E quanto fosse grande lo desiderio che Amore di vedere costei mi dava, né dire né intendere si potrebbe. (Convivio)

Come accendere l’amore nella convivenza

Se nella lontananza è facile riscoprire il desiderio, le cose si complicano quando i corpi sono vicini e costretti a una convivenza prolungata. “Questo isolamento protratto, nella misura in cui costringe i corpi alla convivenza, può annichilire il desiderio”, spiega Massimo Recalcati. In questo caso, per alimentarlo, è importante imparare a preservare il segreto, il nostro e quello altrui. “Se il desiderio dell’altro, o il nostro desiderio, fosse totalmente trasparente, il suo dinamismo si appannerebbe”. L’amore si nutre del segreto dell’altro, della libertà del segreto dell’altro. Se spegnessimo questo segreto si creerebbe un’intimità alienante, come la definisce Recalcati. “La distanza, la differenza, la non omogeneità, tutelano il segreto. Amare non significa rendere chi amiamo uguale a noi o alla nostra immagine dell’amore. Amare è sempre l’incontro con uno straniero, uno sconosciuto. Il familismo nega il segreto dell’Altro e spesso annienta l’amore”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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