L'editoriale

Il Mondo interrotto rischia di dare più forza al Covid 19

Solo unendo le forze e interrompendo il conflitto si può sconfiggere il virus
Ammiro chi resiste - Luis Sepulveda

Il Covid 19 mi fa venire in mente una metafora, quella del Mondo interrotto. È come se la nostra bellissima Terra avesse “tirato il freno a mano” facendoci tutti stramazzare al suolo, non permettendoci in nessun modo di capire cosa sta accadendo. È saltato tutto, tutte le certezze e le visioni riguardo al presente e al futuro sembrano svanite vie. Ciò che poteva apparire ovvio e scontato, come darsi la mano, abbracciarsi, baciarsi, stare insieme ai parenti, agli amici, non è più possibile. Va evitato, ogni forma di contatto va interrotto.

 

Il filosofo danese Søren Kierkegaard affermava che “nulla è più pericoloso né più paralizzante per un uomo dell’isolarsi sprofondandosi in sé stesso. Allora la storia del mondo, la vita degli uomini, la società, tutto svanisce e si finisce in un circolo egoistico e a non vedere che il proprio ombelico.” Una frase che sembra contestualizzata al periodo che stiamo vivendo: il Covid 19 sta manifestando i suoi terribili effetti non solo alla salute delle persone, ma rischia di minare la stabilità della società intera.

 

Non serve l’ennesimo DPCM del Governo per capire che di fatto l’interruzione è già ampiamente in atto. Le relazioni, gli affetti, le emozioni, i viaggi, gli affari, la cultura, l’enogastronomia, lo studio, il lavoro devono avvenire in modo assolutamente mediato. Tutto ciò che prevede spostamento, mobilità, fisicità va di fatto bloccato. Per sopravvivere, per non ammalarsi di Covid 19, per non danneggiare gli altri bisogna interrompere la vicinanza tra gli esseri umani: è l’unica via possibile. Chi ami, chi conosci, chi stimi diventano inevitabilmente i potenziali nemici da allontanare. Il nemico può essere la persona che meno ti aspetti. Che terribile realtà.

 

 

Andare in giro, uscire di casa è pericoloso. Il Covid 19 è un virus invisibile è costantemente in giro pronto a dimostrare la sua pericolosità. Questo non può che creare un diffuso timore, il senso costante che chi ti circonda può essere l’involontario tramite del contagio. Mantenere le distanze è fondamentale, è diventata una scelta irreversibile, obbligatoria, fondamentale. Che tristezza.

Tutte le relazioni, di qualsiasi specie e natura, se possibile, devono essere mediate dai dispositivi elettronici. La tecnologia, mai come in questa occasione, ha dimostrato tutti i vantaggi. Telefonini, pc, televisori sono diventati le nostre finestre sul mondo, sono gli strumenti indispensabili per fare tutto. Il lavoro, la scuola hanno lasciato la fisicità per trasferirsi in milioni di schermi. Tutti noi siamo oggi giustificati a passare ore davanti al visore elettronico per fare tutto.

Qualche tempo fa, la tecnologia, i telefonini, il televisore, internet i social erano i principali nemici della socializzazione. Passare troppe ore davanti ai dispositivi elettronici era segno di disagio psicologico e sociale: era alienante affermavano gli esperti. Oggi, anche per i ragazzi, ai quali è stato sempre cercato di inculcare di avere una dieta elettronica bilanciata, tutti sguazziamo per ore, senza limiti, nell’oceano dei byte.

Di fatto, è in atto una rivoluzione culturale che ci cambierà per sempre. Inevitabilmente, ciò che è fisico perderà di significato. Stiamo per assimilare il senso del distacco. La consapevolezza che la vicinanza può essere pericolosa. Meglio stare lontani dagli altri. Siamo entrati all’interno di usi e costumi radicalmente cambiati, il futuro molto probabilmente sarà diverso.

La globalizzazione, tanto criticata da alcuni, esaltata da altri, oggi sembra interrompersi anch’essa. Ciò che supera i confini territoriali non è più importante. Siamo tutti intenti a capire se il virus colpirà anche la mia Regione, la mia città, il mio paese, il mio quartiere. Cosa sta accedendo in altre parti del Mondo, sembra non interessare più. Di fatto, il Covid 19 ha distrutto il concetto stesso della visione globale. Ciò che è fuori dalla prossimità territoriale è sintomo di pericolo. Bisogna evitare l’arrivo di persone che arrivano dalle zone a rischio, ovvero l’intero Pianeta. Ironia della sorte un virus globale potrebbe mettere in discussione ciò che ormai era dato per scontato, ovvero che i confini territoriali erano un limite solo sulle carte geografiche.

La chiusura non è più un limite, ma un possibile vantaggio. Un pensiero che solo a pensarci mi fa venire la pelle d’oca. Si è fatto di tutto per avvicinare i popoli, ed oggi invece si vive come problematico anche il vicino di condominio. Tutto fa paura, chi non fa parte del mio ristretto cerchio familiare è il pericolo. Ma, c’è una frase di Osho che avverte: “la paura è il vero opposto dell’amore. Quando ami ti espandi, ti apri, hai fiducia; invece quando hai paura ti rattrappisci, ti chiudi, ti assalgono i dubbi.” Tutti stiamo conoscendo il senso della paura. Quando il nemico non è visibile, anche il più coraggioso tra gli uomini tende a perdere la forza per reagire. Ma, non bisogna permettere a questo maledetto virus di averla vinta.

No, non deve vincere il male sul bene. Alexandre Dumas ci suggerirebbe, con i suoi moschettieri, “tutti per uno e uno per tutti, uniti noi resistiamo divisi noi cadiamo.” Una frase all’apparenza banale, ma che nella sua semplicità dà il senso del momento che stiamo vivendo. Anche il dialogo tra le parti, le diverse forze politiche e sociali, sembra essersi inevitabilmente interrotto. Gli scontri di piazza degli ultimi giorni sono l’esempio tangibile di un’unione che non c’è e di una divisione che rischia di diventare sempre più profonda.

Dire chi ha ragione o chi ha torto in questo momento storico mi sembra miope, poco costruttivo. I media continuano a dibattere evidenziando punti di vista distanti e ad amplificare sempre di più l’interruzione dei punti di vista. Questo non risolverà niente, servirà solo a creare più scontro e più distanza. È arrivato il momento di finirla, di prendere coscienza che viviamo tutti sotto lo stesso cielo. Gli effetti devastanti del virus non saranno solo sulla salute fisica delle persone, ma avranno conseguenze importanti sulla psiche e sulla stabilità economica e sociale di tutta la comunità.

Finiamola con gli egoismi di parte o peggio di potere. I cittadini rischiano la vita e la fame. Chi guida il Paese, tutte le forze politiche nessuna esclusa, in questo momento storico deve dare il massimo contributo per sostenere le esigenze del popolo italiano. In questo momento di crisi non c’è spazio per la bulimia di potere. Non farlo, potrebbe avere degli effetti devastanti. Sarebbe auspicabile mettere insieme le menti e le professionalità migliori di maggioranza e opposizione al servizio della collettività. La sintesi costruttiva di punti di vista diversi potrebbe mandare in confusione il virus, permettendo finalmente all’uomo di sconfiggere questo maledetto Covid 19.

Saro Trovato

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