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È morto Emanuele Macaluso, raccontò Sciascia e la Sicilia antifascista

È morto stanotte Emanuele Macaluso, celebre dirigente comunista. Ricordiamo la sua vita e le sue esperienze attraverso l’amicizia con Leonardo Sciascia, Calogero Boccadutri e il movimento comunista Siciliano.

Emanuele Macaluso ha fatto la storia del movimento antifascista. L’ha fatto nella sua Sicilia, con i suoi amici, i suoi fedeli. Se ne è andato stanotte, lasciando un segno nascosto nella nostra storia, ma che ha cambiato per sempre l’Italia. Tra i suoi amici troviamo Leonardo Sciascia, scrittore brillante, un intellettuale attivo nella politica e nel sociale proprio negli anni più difficili del nostro paese. E ancora, Calogero Boccadutri, fedele maestro della particella comunista a Caltanissetta. Uomini che hanno segnato le nostre vite e che oggi passano alla storia come dei veri anticonformisti, lucidi, preparati, coraggiosi. Ricordiamo il libro “Leonardo Sciascia e i comunisti” per far luce sulle sue esperienze più significative.

Emanuele Macaluso e la vicinanza con gli intellettuali antifascisti

Emanuele Macaluso è stato capo della Cgil siciliana a 23 anni, leader dei deputati regionali del Pci a 28, con cui ideò l’operazione Milazzo, parlamentare per sette legislature, direttore dell’Unità, amico personale di Napolitano, Berlinguer, Guttuso, Sciascia, Di Vittorio. Una vita accanto ai veri rivoluzionari. Una vita fatta di avventure spiacevoli, lutti, malattie – come la tubercolosi- e molto altro. Un uomo duro, che ancora oggi, steso sul letto di ospedale a ben 96 anni, chiedeva della crisi di governo. Come raccontava lui stesso “Non c’è paese in cui non abbia fatto un comizio, una volta con Calogero Boccadutri, il capo del Pci clandestino a Caltanissetta, andammo a Riesi percorrendo cinquanta chilometri a piedi. Con trentasei sindacalisti uccisi, la lotta alla mafia allora non si faceva a chiacchiere”.

Emanuele Macaluso racconta Sciascia nella Sicilia antifascista

Quando parliamo di Leonardo Sciascia è impossibile non parlare del suo rapporto con la politica, centrale in tutta la sua produzione letteraria. Ma che rapporto aveva con il comunismo? E che ruolo ha l’ambiente politico Siciliano nella sua carriera?
Emanuele Macaluso, visse accanto a Sciascia e lo seguì in tutta la sua carriera da scrittore e, ovviamente, anche da attivista. Per questo motivo scelse di pubblicare un libro per fare chiarezza su quello che era il rapporto tra lo scrittore più discusso di quegli anni e l’ambiente antifascista siciliano.

Il libro in questione si intitola “Leonardo Sciascia e i comunisti” (Feltrinelli, 2010). Qui vengono raccontati aneddoti, eventi, liti, retroscena e passioni politiche mai scritte prime prime. Sciascia infatti, non fu comunista, ma -come afferma Macaluso nel suo libro- attraverso il PCI esso militò nell’antifascismo, e con il partito ebbe sempre un rapporto molto complesso. L’ambiente più frequentato e anche quello più attivo dell’epoca, era Caltanissetta, che negli anni ‘40 vide nascere grandi personalità politiche in grado di influenzare lo stesso Leonardo Sciascia.

La storia si fa dietro le quinte

La storia, si sa, si fa dietro le quinte. Molti dei nomi che hanno guidato i movimenti antifascisti, che hanno combattuto con armi e idee contro le ingiustizie e i mali del nostro paese, sono stati dimenticati. Oggi scompare, però, un uomo che la storia l’ha fatta portando su di sè lividi e ferite. Un uomo, un politico coraggioso, che se pur non sempre ricordato nei libri di storia, è stato in prima fila. Vicino a lui uomini come Boccadutri, Sciascia e altri, hanno preso decisioni per noi, hanno condizionato le sorti di un paese difficile, come quello della Sicilia. Questo non va dimenticato mai. E non va fatto perchè questa è la vera storia contemporanea, che vale la pena raccontare, quando ci manca il coraggio di affrontare il presente.

Stella Grillo

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