Il boss dei boss

E’ morto Bernardo Provenzano, il capo di Cosa Nostra

Il corleonese Bernardo Provenzano è morto questa mattina all’ospedale San Paolo di Milano dopo una lunga malattia. Aveva 83 anni.
Bernardo Provenzano

MILANO -Il boss Bernardo Provenzano è morto all’ospedale San Paolo di Milano ad 83 anni dopo una lunga malattia. Indicato come il capo di Cosa Nostra, venne arrestato a Corleone dopo una latitanza durata ben 43 anni.

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LA VITA – Provenzano nacque a Corleone e fin da giovane età cominciò una serie di attività illegali, specialmente il furto di bestiame e generi alimentari, e si legò al mafioso Luciano Liggio, che lo affiliò alla cosca mafiosa locale. Nel 1963 i Carabinieri denunciarono Provenzano per l’omicidio del mafioso Francesco Paolo Streva (ex sodale di Michele Navarra) ma anche per associazione per delinquere e porto abusivo di armi, Provenzano si rese allora irreperibile, dando inizio alla sua lunga latitanza. Secondo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, Provenzano partecipò alla “strage di viale Lazio” del 1969. Provenzano trascorse la sua latitanza nella zona di Bagheria. Nel 1981 Provenzano e Riina scatenarono la seconda guerra di mafia con cui eliminarono i boss rivali. Da quel momento Provenzano partecipò all’organizzazione di diversi omicidi. Nel 1993, dopo l’arresto di Riina, Provenzano, secondo i collaboratori di giustizia, nonostante avesse messo dei paletti in merito agli attacchi dinamitardi dei suoi fidati capimandato, era a conoscenza e organizzava gli attentati dinamitardi a Roma, Firenze e Milano, che provocarono vittime e danni al patrimonio artistico italiano

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L’ARRESTO – Le indagini che portarono all’arresto di Provenzano si basarono sull’intercettazione dei famosi pizzini, i biglietti con cui comunicava con la compagna e i figli e il resto del clan. Da questi i poliziotti della Squadra mobile di Palermo riuscirono ad identificare il luogo in cui si rifugiava dopo una latitanza record di 43 anni. L’11 aprile 2006 le forze dell’ordine decisero di eseguire il blitz e l’arresto. Provenzano non oppose alcuna resistenza.

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