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Come prendersi cura dei bambini piccoli in casa durante la quarantena

La psicologa e scrittrice Vera Slepoj spiega come accudire e prendersi cura dei bambini piccoli in età evolutiva durante la quarantena
Come prendersi cura dei bambini piccoli in casa durante la quarantena

Il mondo dell’infanzia si organizza dentro il grande capitolo dell’età evolutiva. La caratteristica principale dei bambini piccoli è il loro procedere continuo dentro i cambiamenti che segnano le tappe della loro crescita. Essere pertanto consapevoli delle caratteristiche generali fa sì che i genitori possano guardare, gestire, affrontare tutto ciò che accade durante la giornata. Nella chiusura forzata in casa, si possono individuare le problematiche e segnalare o individuare come gestire i bambini piccoli e la giornata.

L’importanza dei genitori

La nostra struttura sociale si è costruita in questi ultimi anni destinando all’infanzia un’importanza puramente teorica, senza interventi realmente concreti. La cultura genitoriale ha pensato di dividere la sua funzione in tappe ben precise della giornata, relegando il compito educativo e purtroppo anche affettivo a figure collaterali: i nonni, le babysitter, l’asilo, la scuola elementare. Il resto della quotidianità veniva divisa in attività di contenimento, dove in ogni caso erano assenti le figure genitoriali, come lo sport, la danza. Il resto della vita dei genitori si concentra per lo più nelle attività lavorative, relegando l’attività genitoriale alla sera, forse, nel weekend, e nello sparuto periodo delle vacanze. 

La vita domestica ai tempi del Coronavirus

L’improvviso cambiamento dello stile di vita dovuto al Coronavirus sta certamente generando complesse problematiche. Nella vita di contenimento domestico la genitorialità si deve rimodulare non solo verso il proprio ruolo, ma anche sostenere il cambiamento stesso dei bambini, non più abituati a vivere in casa con genitori e fratelli. I bambini si adattano, ma la sofferenza maggiore è la separazione dalle figure a cui si sono abituati come i propri compagni di scuola e di giochi. I bambini si sono precocemente separati già dalla figura materna e i compagni di classe o dell’asilo sono state le nuove figure affettive.

Vivere la quarantena con i bambini piccoli (0-4 anni)

Se si ha in casa bambini piccoli che stanno iniziando a gattonare, bisogna lasciare loro spazi precisi anche se circoscritti. Occorre consentire ai piccoli una piccola attività motoria, molto importante per la fase di sperimentazione del mondo che il bambino sta facendo. Togliamo gli oggetti pericolosi, problematici, controlliamo e proteggiamo prese di corrente e fili elettrici problematici, controlliamo la posizione della tv. Il bimbo piccolo si muove ed è naturale, fa parte della sua necessità evolutiva. Dobbiamo aiutarlo più che contenerlo. Costruiamo quindi giochi, attività motorie, ma senza eccessi. Il bambino più che di attività ha bisogno di stimoli.

L’occupazione che i genitori devono avere verso i bambini piccoli è molto impegnativa. Per non creare conflittualità e stress, la coppia, se tale, è bene che si dia una rotazione nella gestione delle ore con i figli. Vanno mantenuti rigorosamente i tempi del sonno, del cibo, mentre è vietato urlare, gridare a voce alta, litigare davanti ai bambini. Occorre evitare di guardare trasmissioni carichi di possibili angosce. Se osserviamo tutti questi consigli, in nome del benessere dei propri figli, andrà tutto bene.

I bambini che vanno all’asilo (4-6 anni)

Essi sono più strutturati ed è necessario mantenere la loro ritualità. Se c’è la possibilità di seguire delle attività online, sarà un tempo che si manterrà nella programmazione della loro vita. Diversamente, sarà necessario organizzare, soprattutto nel pomeriggio, attività di stimolo con giochi e attività motorie. E’ importante poter creare degli spazi per la liberazione della creatività, l’utilizzo dei disegni per interpretare il loro stato d’animo, la musica e, molto importante, la lettura di fiabe o la costruzione di storie. La lettura, condivisa con i genitori, è rassicurante e distoglie il proprio bambino dalle sue paure.

E’ necessario comprendere una parte importante nell’età evolutiva che è l’apprendimento ed i meccanismi della separazione che possono avvenire in questa fase, che poi mettono in atto le paure profonde legate alla visione simbolica che il bambino può aver costruito sul virus stesso.

I bambini che vanno alle elementari (7-10 anni)

Questi bambini piccoli vivono una fase importante, in quanto iniziano a possedere il pensiero ipotetico e deduttivo e la percezione astratta. E’ un periodo significativo, perché i bambini hanno bisogno in questa fase di essere ascoltati, compresi. I genitori dovrebbero interessarsi alla loro vita quotidiana, anche se le lezioni sono online. Occorre cercare di interessarsi a loro per individuare le loro problematiche. I bambini piccoli in questa fase sono abituati a vivere in classe e in gruppo. Cerchiamo quindi attraverso le videoconferenze di organizzare qualche attività gioiosa e divertente con i propri compagni di scuola.

La relazione genitori-figli

Il tanto discusso dibattito sull’ora del passeggio con i bambini non è poi così rilevante. Il benessere di un bambino oggi dipende dalle relazioni che i genitori instaurano dentro casa, perché per il bambino è il clima che percepisce in famiglia ad essere determinante. Ciò lo aiuta ad affrontare le proprie paure, in questa fase più evidenti, ed è significativo anche quello che percepiscono dagli adulti. Evitiamo pertanto le tensioni, cerchiamo di non umiliare e sgridare i figli se non sanno gestire in modo adeguato la quotidianità. Cerchiamo di organizzare delle ore precise per l’uso dei tablet, della televisione e dei telefonini. Non lasciamoli soli in camera e controlliamo quello che vedono e con chi comunicano. Organizziamo delle gare, dei giochi da tavolo, delle letture collettive, film da guardare insieme ma adeguati alla loro età. Evitiamo tutto ciò che è violento, erotizzante e angosciante che la tv possa trasmettere. Cerchiamo di rendere queste giornate a sfondo affettivo, amorevole ed educativo. Ricordiamoci che i bambini piccoli in questa fase hanno ancor più bisogno di comprendere che i genitori sono una risorsa e non una minaccia.

Il tema del Coronavirus

Essendo il Coronavirus vissuto come nemico, con simbologie anche esageratamente angoscianti, è necessario limitarne l’evidenza, non sostando esageratamente su questo tema. Cerchiamo di individuare i segnali che il bambino può dare di essere all’interno di una problematica: gli incubi, la paura eccessiva del buio, di rimanere soli, l’iperattività, gesti di autolesionismo, disturbi del sonno, dell’alimentazione, enuresi notturna, passività e malinconia. All’interno di questi segnali teniamo una piccola nota di diario e, se permangono, occorre instaurare un rapporto con il proprio bambino per capire cosa stia succedendo.

Vera Slepoj

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