Nativi digitali

Come la tecnologia influisce negativamente sulla formazione dei bambini

Smartphone e Tablet sono sempre più protagonisti della vita delle persone. Ma che effetto hanno sull'educazione e l'apprendimento dei bambini?
Tecnologia ed educazione bambini

MILANO – Se noi genitori non riusciamo a tenere sotto contro gli schermi che occupano la gran parte del tempo dei nostri bambini, la loro salute e la loro istruzione ne risentiranno. E’ questo il risultato dello studio dell’Università di Derby, in Inghilterra. Lo studio sottolinea l’aspetto negativo della nostra ossessione digitale e quali sono gli effetti negativi che questa può avere sui nostri figli. Vediamo insieme lo studio e i risultati a cui è arrivato grazie al Telegraph.

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OSSESSIONE DIGITALE – “Gli smartphone sono psicologicamente coinvolgenti, incoraggiano le tendenze narcisistiche e il loro uso dovrebbe essere limitato prima che ci siano delle conseguenze di salute.” Questa è stata la conclusione di un recente studio dell’Università di Derby che ha evidenziato gli aspetti negativi derivanti dall’eccessivo uso di smartphone e tablet. Ma c’è di più, la smartphone dipendenza potrebbe essere dannosa per l’educazione e la formazione degli individui. La tecnologia digitale è ormai una componente quotidiana della nostra società e, nonostante si dimostri sempre molto comoda, abbiamo bisogno di pensare al suo impatto sul lungo termine. I presidi delle scuole elementari inglesi hanno affermato che i bambini di oggi hanno dimostrato di aver parecchie difficoltà quando si parla di parola e di linguaggio. In alcune comunità, la capacità dei bambini di parlare, giocare e interagire risulta notevolmente indietro e quando si chiede ai genitori di chi sia la colpa, loro rispondono sempre “smartphone”.

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CONSEGUENZE PERICOLOSE – “Perché dovrei voler parlare con la mia famiglia, quando posso accedere agli articoli più interessanti del mondo, con la semplice pressione di un pulsante?”. Forse è questo quello che pensano i giovani d’oggi mentre sono a scuola o cena con i genitori. Tra i social network e siti di informazione di ogni tipo, navigare il web sembra essere diventato molto più divertente che socializzare con chi ci circonda. La ricerca da parte del Dipartimento per l’Educazione ha rivelato un netto aumento del numero di bambini che iniziano la scuola elementare con difficoltà di articolare un discorso. I bambini hanno proprio difficoltà a comunicare durante i loro primi anni. La situazione paradossale di questa situazione è che sono diverse le nuove carriere che sono nate nel mondo digital e il fatto che i ragazzi siano immersi in questo mondo fin da piccoli potrebbe essere positivo per il loro futuro lavorativo. Le nuove competenze digitali risultano fondamentali nel mondo del lavoro di oggi e chi non le possiede vede diminuire notevolmente le sue possibilità di impiego. 

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IL RUOLO DEI GENITORI – Il ruolo dei  genitori in questa situazione è davvero importante. In ogni modo la giusta posizione sembra essere quella dell’uso moderato dei device tecnologici per i bambini. Non è difficile capire quanto possa essere dannoso per un bambino stare tutto il giorno davanti a uno schermo piuttosto che uscire a giocare in un parco. Un discorso sempre più difficile da affrontare quando anche le scuole si sono digitalizzate e i bambini ricevono gratuitamente un tablet per caricare i libri e svolgere esercizi in classe. Da un lato quindi, la tecnologia si tratta di una fonte di notevole liberazione e l’illuminazione, una forma di apprendimento del mondo con il semplice tocco di un pulsante. D’altra parte, si rischia di crescere una generazioni di persone che non sanno comunicare tra loro, ma solo con il computer. Si tratta di una questione di cultura e di comprensione. Le filastrocche e le favole per molti potrebbero essere meno interessanti di Instagram, ma non si deve dimenticare quanto le favole siano importanti per l’apprendimento dei ragazzi. Cosa fare? Come si può affrontare l’enorme impatto della tecnologia sulle abitudini e costumi della società moderna? I soggetti coinvolti sono numerosi tra genitori, scuole e politiche di governo. Voi che cosa pensate in merito? 

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