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il golpe

Arrestata Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la pace 1991

Aung San Suu Kyi è in carcere insieme al presidente Win Myint. Scopriamo chi è la donna che viene definita come "l'icona della democrazia birmana"

Arrestata l’icona della democrazia birmana. In Myanmar​ l’esercito ha effettuato un colpo di Stato arrestando la leader democraticamente eletta Aung San Suu Kyi e dichiarando di aver preso il controllo del Paese per un anno sotto uno stato di emergenza. L’intervento ha fatto seguito a settimane di crescenti tensioni tra i militari, che hanno governato il Paese per quasi mezzo secolo, e il governo civile sulle elezioni del novembre dello scorso anno che il partito della Lega Nazionale per la Democrazia (NLD) di Suu Kyi ha vinto nettamente. Suu Kyi e il presidente Win Myint sono stati arrestati nella capitale, Naypyidaw, prima dell’alba, poche ore prima che il Parlamento si riunisse per la prima volta dopo le elezioni.

Lo stato di emergenza

Dopo il golpe i militari hanno annunciato lo stato di emergenza per un anno. L’ex generale Myint Swe sarà presidente ad interim per tutta la durata dello stato d’emergenza. I militari hanno giustificato il colpo di stato sostenendo “enormi irregolarità” nelle elezioni di novembre che la commissione elettorale non era riuscita a risolvere. “Poiché la situazione deve essere risolta secondo la legge, viene dichiarato lo stato di emergenza”. “Stabiliremo una vera democrazia multipartitica” scrivono, assicurando che ci sarà il trasferimento di potere dopo “lo svolgimento di elezioni generali libere ed eque”. Intanto nelle principali città le reti telefoniche e Internet sono interrotte, i voli interni sospesi e il principale aeroporto internazionale a Rangun, la capitale economica del Paese, è chiuso.

Chi è Aung San Suu Kyi

Aung San Suu Kyi è una politica birmana, attiva per molti anni nella difesa dei diritti umani sulla scena nazionale del suo Paese. Una nazione oppressa da una rigida dittatura militare. La donna si è imposta come capo del movimento di opposizione, tanto da meritare i premi Rafto e Sakharov (quest’ultimo sospeso nel 2020), prima di essere insignita del Premio Nobel per la pace nel 1991. Nel 2007 l’ex Premier inglese Gordon Brown ne ha tratteggiato il ritratto nel suo volume Eight Portraits come modello di coraggio civico per la libertà.

L’impegno sociale

Formatasi grazie agli insegnamenti del Mahatma Gandhi ed i concetti buddisti, Aung San Suu Kyi entrò in politica fondando la Lega Nazionale per la Democrazia, il 27 settembre 1988. Ispirandosi alla protesta non violenta di Martin Luther King e Mahatma Gandhi, decise di organizzare manifestazioni in tutto il Paese per chiedere al governo riforme democratiche ed elezioni libere. Neanche un anno dopo arrivarono per lei gli arresti domiciliari, con la concessione che se avesse voluto abbandonare il paese, lo avrebbe potuto fare; Aung San Suu Kyi rifiutò la proposta del regime.

La carriera politica

Nel 1990 il regime militare decise di convocare elezioni generali. Queste risultarono in una schiacciante vittoria della Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi, che sarebbe quindi diventata Primo Ministro; tuttavia i militari rigettarono il voto e presero il potere con la forza, annullando il voto popolare. L’anno successivo Aung San Suu Kyi vinse il premio Nobel per la Pace. La donna usò i soldi del premio per costituire un sistema sanitario e di istruzione a favore del popolo birmano.

Negli anni successivi Aung San Suu Kyi venne più volte rilasciata e poi nuovamente arrestata. Gli arresti domiciliari terminarono nel 2010. Nel 2012 il partito di Aung San Suu Kyi ha riempito 43 dei 45 seggi vacanti in parlamento e da quel momento lei è diventata leader dell’opposizione. Dal 6 aprile 2016, lascia i dicasteri della Pubblica Istruzione, dell’Energia elettrica e dell’Energia, per diventare Consigliere di Stato (una sorta di Primo Ministro) ed agire come una sorta di presidente de facto del Paese.

photocredits: Di Claude TRUONG-NGOC

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