Case di scrittori

L’appartamento di Philip Roth è in vendita per 3 milioni di dollari

Manhattan, Upper West Side: l'appartamento di Philip Roth, Premio Pulitzer nel 1998 per Pastorale Americana, è in vendita per la modica cifra di 3 milioni di dollari
L'appartamento di Philip Roth è in vendita per 3 milioni di dollari

MILANO – Il lussuoso appartamento di Philip Roth, situato nell’Upper West Side di Manhattan (NY), è stato messo in vendita questa settimana per la modica cifra di 3,2 milioni di dollari. Nell’appartamento ci sono ancora tantissimi cimeli dello scrittore, tra cui la sua scrivania alta per scrivere in piedi (Philip Roth soffriva di mal di schiena), il suo amato fax (si è rifiutato di utilizzare le mail fino al 2010), e il Premio Pulitzer vinto nel 1998 per Pastorale Americana.

Un appartamento da 3 milioni

Roth comprò l’appartamento nel 1989, con l’intenzione di utilizzarlo esclusivamente come studio per scrivere i suoi romanzi, visto che era situato a pochi passi dall’appartamento dove abitava con la moglie, l’attrice britannica Claire Bloom. Dopo il divorzio e un periodo trascorso nel Connecticut, nel 2004 lo scrittore acquistò anche l’appartamento adiacente, e creò uno spazio unico di 140mq dove visse e lavorò fino al 2012. L’appartamento è stato messo in vendita ancora colmo di oggetti appartenenti allo scrittore, che ne testimoniano la vita quotidiana, le abitudini, le manie bizzarre.

Oggetti apparentemente senza valore, ma che invece raccontano un vissuto, un modo di esistere e di pensare che inevitabilmente si è trasferito anche nelle pagine dei suoi romanzi. Roth fu uno scrittore molto autobiografico: tanti suoi protagonisti sono degli alter ego (il più famoso dei quali è Nathan Zuckerman, presente in numerose opere), e spesso le ambientazioni sono quelle dove lui stesso ha trascorso parti della sua vita. Nell’appartamento spiccano la cartina di Newark, la cittadina industriale del New Jersey dove Roth è nato e dove ha ambientato molti romanzi, e il Premio Pulitzer vinto nel 1998 per Pastorale Americana. Nello studio, poi, c’è il suo vecchio fax: Philip Roth era ostile alla tecnologia, e aveva in particolare odio le email. Fino al 2010 si ostinò ad utilizzare il fax, incurante delle scomodità che creava. Sempre nello studio c’è la sua scrivania, un banco molto alto perché Roth scriveva in piedi, per alleviare il dolore cronico alla schiena.

Chi è Philip Roth

Philip Roth è considerato uno dei più grandi romanzieri ebrei di lingua inglese, e uno dei più importanti scrittori americani degli ultimi decenni. Originario di Newark, New Jersey, Roth nacque nel 1933 da una famiglia ebrea di origini galiziane. Si dedicò sempre alla letteratura: laureato in letteratura anglosassone, tenne corsi di scrittura creativa all’Università dell’Iowa e di letteratura comparata all’Università della Pennsylvania, fino a quando nel 1991 – ormai scrittore affermato – decise di dedicarsi esclusivamente alla sua attività di romanziere.

Philip Roth, 1973

Il suo esordio come scrittore risale al 1959 con la raccolta di racconti “Goodbye Columbus“, un immediato successo che gli valse il National Book Award. Fu un autore estremamente prolifico: nel corso della sua vita scrisse 24 romanzi, altrettanti racconti non antologizzati e alcune opere di saggistica. Non vinse mai il Premio Nobel, ma ottenne numerosi altri riconoscimenti letterari, il più illustre dei quali fu il Premio Pulitzer nel 1998 per Pastorale Americana. Il suo appartamento nell’Upper West Side newyorchese fu il luogo dove scrisse quasi tutte le sue opere più recenti, tra cui l’ultima: Nemesi, 2010.

Il 10 novembre 2012, all’età di 79 anni, Roth ha annunciato pubblicamente in un’intervista alla rivista francese Les Inrockuptibles il suo addio alla letteratura, usando questa metafora:

Alla fine della sua vita il pugile Joe Louis disse: “Ho fatto del mio meglio con i mezzi a mia disposizione”. È esattamente quello che direi oggi del mio lavoro. Ho deciso che ho chiuso con la narrativa. Non voglio leggerla, non voglio scriverla, e non voglio nemmeno parlarne.

Dopo questa decisione abbandonò definitivamente l’appartamento di New York e si trasferì nella sua proprietà nella campagna del Connecticut, dove morì il 22 maggio 2018 per un’insufficienza cardiaca.

© Riproduzione Riservata
Commenti