“Riapriamo Auschwitz”, antisemitismo nella scuola di Ferrara

A Ferrara in una scuola media si è verificato un agghiacciante atto di bullismo e antisemitismo: un ragazzino ebreo è stato aggredito per la sua cultura
Riapriamo Auschwitz, antisemitismo nella scuola di Ferrara

MILANO – Oggi a Ferrara, in una scuola media, un bambino ebreo è stato preso di mira da un gruppo di compagni che lo ha minacciato: “Quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni, ebrei di…”. Antisemitismo e bullismo insieme.
È evidente come l’odio sia diventato il seme della nostra società, se tali cattiverie vengono pronunciate da un ragazzino delle scuole medie.

È successo oggi a Ferrara, la città dello scrittore ebreo Giorgio Bassani e del Meis, il museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah: un ragazzino delle scuole medie è stato aggredito negli spogliatoi della palestra da un gruppo di compagni che, prendendolo per il collo, gli hanno gridato: “Quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni, ebrei di…“. La rappresentante di classe che si è offerta di denunciare il fatto, su richiesta della mamma dello studente, ritiene che sia un chiaro segnale di “antisemitismo strisciante” e continua “Questa aggressione è una preoccupante cartina di tornasole del clima di latente antisemitismo che aleggia anche nelle scuole. Un abisso verso cui ci stiamo calando tutti”.
Betti Guetta, la direttrice dellOsservatorio antisemitismo di Milano, si esprime dicendo che l’episodio è fortemente emblematico e “allucinante“: secondo i dati raccolti dall’Osservatorio, che appunto svolge un continuo e costante monitoraggio del fenomeno dell’antisemitismo in Italia, le aggressioni contro gli ebrei sono maggiormente diffusi (80% dei casi) sul web. Infatti la rete, i social, appartenendo a un mondo così vasto anche gli atti più terribili sono legittimati.

Il seme preoccupante dell’odio

Questo episodio preoccupa decisamente e stimola alla riflessione: perché un ragazzino delle scuole medie di origini ebraiche deve essere ancora oggi vittima di minacce e offese? Cosa respirano i nostri ragazzi nell’aria? Odio, violenza?
La rappresentante di classe si espone dicendo che nella nostra società “c’è un germe di un qualcosa che può esplodere”. E non ha tutti i torti. L’odio che si diffonde nel web è a portata di mano anche dei più piccoli, che assorbono senza filtri. Come afferma Betti Guetta in un’intervista al Resto del Carlino:

L’hate speech, i discorsi intrisi d’odio e ignoranza che si scrivono pensando di essere impuniti a una tastiera, si travasano nella vita reale. A tutti i livelli, anche quelli di ragazzini così piccoli

 

 

Via: Il Resto del Carlino

 

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