DATI PREOCCUPANTI

Un ragazzo italiano su due non ha letto neanche un libro al di fuori della scuola

Save The Children denuncia la povertà educativa nel nostro paese. Oltre il 20% dei quindicenni non raggiunge la soglia minima di competenza in lettura

MILANO – Sono dati preoccupanti quelli che emergono da un rapporto di “Save The Children” sulla diffusione della lettura tra i ragazzi italiani. In Italia, infatti, il 48 % dei minori tra i 6 e i 17 anni non hanno letto neanche un libro se non quelli imposti dall’attività scolastica. Scopriamo tutti i dati emersi dallo studio di “Save The Children” “Liberare i bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo?” presentato oggi a Roma in occasione della conferenza “Illuminare il futuro”.

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DATI PREOCCUPANTI – In Italia il 48% dei minori tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro, se non quelli scolastici. A preoccupare, però, non sono solo i dati inerenti alla lettura. Il 69% per cento dei ragazzi, infatti, non ha visitato neanche un sito archeologico, il 55% neanche un museo, mentre il 46 % non ha mai svolto un’attività sportiva. Nell’Italia meridionale e nelle Isole la privazione culturale è più alta rispetto alle altre regioni e in Campania arriva fino all’84%. La soglia del 48% segnalata prima diminuisce man mano che ci si sposta al nord con Trento e Bolzano che vedono abbassarsi la percentuale fino al 40%. Dal rapporto emerge quindi una realtà frammentata in cui sono la Sicilia e la Campania a detenere il triste primato delle Regioni italiane con la maggiore “povertà educativa”, cioè quelle in cui è più scarsa l’offerta di servizi e opportunità educative e formative che consentano ai minori di apprendere e sviluppare competenze. Al secondo posto della classifica in negativo, Calabria e Puglia. Fanno da contraltare Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, le aree più ricche di offerta formativa per i minori.

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LA POVERTA’ EDUCATIVA – L’analisi conferma la stretta correlazione tra povertà materiale ed educativa: sono 1.045.000 i bambini che vivono in povertà assoluta e si concentrano, appunto, in regioni come la Calabria o la Sicilia. La povertà educativa indica l’impossibilità per i minori di apprendere e sviluppare capacità e talenti. La condizione di povertà in cui versano molti ragazzi in Italia si ripercuote sul loro apprendimento scolastico, spesso più scarsi di quelli dei loro compagni che sono in condizioni economiche migliori. È una povertà a causa della quale il 20% dei quindicenni non raggiunge la soglia minima di competenza in lettura.

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LA PAROLA A SAVE THE CHILDREN – Il commento dei dati è stato affidato a Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children: “Occorre considerare le gravi difficoltà che le famiglie affrontano per poter acquistare i testi scolastici, pagare il trasporto dei bambini da casa a scuola o assolvere alla retta della mensa, nonché l’impossibilità di garantire ai figli la partecipazione alle attività extrascolastiche. Tutto questo ci conferma che eliminare la povertà minorile è uno degli elementi indispensabili per favorire la crescita educativa dei bambini e dei ragazzi”.

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