L'indagine OCSE

Ocse-Pisa 2018, solo il 5% degli studenti italiani sa comprendere un testo

L'indagine di Ocse rileva che gli studenti italiani non sanno comprendere un testo e faticano a distinguere le fake news
Ocse-Pisa 2018, solo il 5% degli studenti italiani sa comprendere un testo

Sono preoccupanti i dati che emergono dall’ultima indagine OCSE di Pisa. La ricerca in questione vuole indagare riguardo alle competenze legate alla lettura, alla matematica e alla scienza di 600 mila quindicenni di tutto il mondo. Hanno partecipato ben 79 Paesi, tra cui la Cina, che svetta in cima alla classifica. Per quanto riguardo l’Europa, gli studenti dei paesi scandinavi sono quelli maggiormente preparati, insieme ad Estonia e Polonia. 
E l’Italia? Gli studenti italiani, mentre in matematica sono migliorati negli anni, in lettura si dimostrano al di sotto della media OCSE. 

La situazione italiana

L’Italia, da quanto emerge dall’indagine eseguita dall’OCSE di Pisa, è in linea con la media per quanto riguarda le competenze matematiche. Non solo, in alcuni punti d’Italia, precisamente a Trento e a Bolzano, i risultati sono migliori che in Finlandia. 
È la lettura la cenerentola della situazione: gli studenti italiani sono di 10 punti sotto la media degli altri paesi (476 punti contro i 486 della media). Ma in cosa consisteva il test di lettura? Gli studenti dovevano mettersi alla prova con una comprensione del testo e con la valutazione di attendibilità di alcune fonti. Questa seconda competenza è essenziale al giorno d’oggi, in cui il sapere risiede soprattutto nel web: non saper distinguere una fake news da una notizia veritiera è molto grave e preoccupante. Emerge che solo 1 studente su 20 in Italia sappia destreggiarsi consapevolmente nel mare magnum del web. 

Squilibri tra nord e sud, tra femmine e maschi

In generale, le studentesse rendono meglio dei compagni maschi nelle competenze di lettura, con una media di + 30 punti, ma in Italia questo divario si va sempre più assottigliandosi. Le ragazze stanno perdendo il loro primato rispetto al 2009. Mentre le femmine hanno comunque migliori risultati che i maschi, la situazione si capovolge per quanto riguarda la matematica, disciplina nella quale sono i maschi ad eccellere. Questo aspetto, afferma la presidente degli Invalsi Anna Maria Ajello, è dovuto alla forte influenza di pregiudizi di genere. Gli stereotipi sono presenti tra i banchi italiani, al punto che le ragazze si autoescludono dalle facoltà scientifiche. Inoltre se le ragazze scendono una facoltà scientifica, questa è per la stragrande maggioranza medicina. 

C’è però un altro squilibrio nell’istruzione italiana, ed è quella tra Nord e Sud. Prendendo in esame la matematica, possiamo tranquillamente affermare che gli studenti italiani stanno migliorando negli anni, raggiungendo anche picchi di eccellenza. Se guardiamo i dati nello specifico, notiamo però che 1 studente su 3 nel Sud Italia è insufficiente in matematica. 

© Riproduzione Riservata