Microclima negli ambienti scolastici, quali sono i rischi e come valutarli

Tommaso Barone, consulente specializzato in Sicurezza sul Lavoro settore Scuole pubbliche, ci illustra l'importanza della tutela delle strutture scolastiche italiane
Microclima negli ambienti scolastici, quali sono i rischi e come valutarli

MILANO – Dopo un inverno piuttosto prolungato, la stagione estiva sembra finalmente arrivata, insieme alle temperature elevate ed a un clima decisamente torrido. Tra i rischi di tipo fisico, che rientrano nella valutazione dei rischi sui luoghi di lavoro, e negli ambienti scolastici bisogna tener conto anche del microclima.

Il microclima è quel complesso di parametri fisici ambientali che caratterizzano l’ambiente locale e che, insieme ai parametri individuali fisici o l’abbigliamento, determinano gli scambi termici tra uomo e ambiente, necessario per mantenere costante la temperatura corporea.

L’Allegato IV al punto 1.9 del D. Lgs. 81/08 definisce i requisiti minimi che i luoghi di lavoro devono avere per essere conformi e garantire le condizioni di benessere termico adeguate.

Il benessere termico dei lavoratori dipende sia dalla temperatura che dall’umidità dell’aria presente nell’ambiente di lavoro.

In media la maggior parte della popolazione trascorre l’80/90% del tempo in ambienti chiusi. Negli ambienti cosiddetti “severi”, cioè caratterizzati da un microclima eccessivamente caldo o eccessivamente freddo, si potrebbe generare il rischio da stress termico.

Gli ambienti severi, in particolare, si differenziano da quelli “moderati”, in quanto le condizioni climatiche che li caratterizzano possono influenzare sia la performance lavorativa sia possono compromettere, anche gravemente, la salute degli occupanti.

Ambienti severi caldi pongono sotto sforzo il sistema cardiovascolare, causando il cosiddetto “colpo di calore”. Ambienti severi freddi, invece, possono portare all’insorgere di uno stato di ipotermia, che può essere anche letale.

Generalmente, un forte stress termico può provocare diversi malesseri fisici a carico soprattutto dell’apparato respiratorio, muscolo scheletrico, gastro intestinale.

Tra i primi aspetti da valutare per ottenere delle condizioni di benessere termico adeguate, vi è l’areazione dei luoghi chiusi, che va sempre garantita tramite, preferibilmente, finestre o eventuali impianti di aerazione periodicamente controllati e mantenuti funzionanti.

Si ricorda che un’inadeguata manutenzione degli impianti di condizionamento, connessa anche a un affollamento delle aule, potrebbe essere causa di proliferazione batterica, associata a livelli di umidità elevati, con possibili conseguenze a livello biologico, come i casi di contaminazione da legionella.

Un altro aspetto importante è la corretta regolazione delle temperature, che devono essere adeguate alle attività e agli sforzi fisici richiesti, in relazione soprattutto anche alle temperature esterne, evitando quindi sbalzi rapidi ed eccessivi.

Anche il grado di umidità, infine, deve essere controllato e compatibile con le attività svolte.

Pertanto, le condizioni microclimatiche devono essere adeguate se si vuole garantire la salute e la sicurezza di tutti gli occupanti, nonché dei lavoratori.

Tommaso Barone

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