Maturità 2019

Maturità 2019, Tacito e Plutarco incubo degli studenti

Tacito e Plutarco sono i due autori prescelti dai commissari per la seconda prova di maturità nei licei classici
Maturità 2019, Tacito e Plutarco incubo degli studenti

MILANO – È da poco iniziata la seconda prova di maturità in tutte le scuole superiori d’Italia. I licei classici affrontano una prova mista di greco e latino, come previsto dalla recente riforma scolastica, e i due autori prescelti sono Tacito e Plutarco.

Tacito, incubo dei classicisti

Chiunque abbia fatto il classico ben conosce la difficoltà della prosa di Publio Cornelio Tacito, autore storiografico latino vissuto a cavallo tra il I e il II secolo d.C. Il brano scelto per la seconda prova di maturità è tratto dalle Historiae, un’opera che affronta gli anni delle guerre civili avvenute a Roma tra il 68 e il 69 d.C. fino a comprendere il regno dei Flavi. In particolare, i maturandi dovranno tradurre un brano che racconta della morte dell’imperatore Galba, che governò durante l’anno 69 d.C.

La caratteristica principale della scrittura di Tacito è chiamata dagli studiosi inconcinnitas variatio, ovvero la predilezione per uno stile sintatticamente molto vario (e pertanto molto più difficile da tradurre), ben lontano dalla simmetria tipica di autori come Cicerone. I periodi di Tacito sono complessi: sostantivi astratti e concreti, singolari e plurali, nomi comuni e propri vivono all’interno della stessa frase e spiazzando il lettore. La seconda caratteristica è la brevitas, ovvero la brevità: dove Cicerone utilizzava 10 parole per esprimere un concetto, Tacito ne utilizza 5. Lo stile di Tacito è quindi iper condensato, spezzato, rapido, e – manco a dirlo – arduo da tradurre.

Plutarco e le sue Vite Parallele

La figura dell’imperatore Galba è protagonista anche del brano di Plutarco, storico greco, anche lui vissuto a cavallo tra il I e il II secolo d.C. L’intento dei commissari di maturità che hanno scelto i due autori “coetanei” è quello di mettere a confronto due modalità diverse di raccontare la storia nel mondo latino e nel mondo greco. Nelle sue Vite Parallele Plutarco mette a confronto figure di spicco della latinità e della grecità, ad esempio Cesare e Alessandro Magno. I maturandi non dovranno però tradurre il brano, che viene presentato in lingua originale con testo a fronte, bensì rispondere a dei quesiti di analisi grammaticale e stilistica, di commento e di approfondimento.

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