L’importanza di educare i ragazzi alla cultura del dono

La pedagogista Antonia Ragone ci spiega perché è importante educare i ragazzi alla cultura del dono e della solidarietà civile
L'importanza di educare i ragazzi alla cultura del dono

Nella frenetica quotidianità quasi mai ci soffermiamo a pensare alla vita come dono, ovvero come a qualcosa che abbiamo ricevuto senza dover dare niente in cambio. Iniziamo a pensarci quando un evento drammatico, come una perdita o una patologia, interrompe la nostra monotonia costringendoci a guardarci dentro e a pensare al nostro essere al mondo. È invece importante educare i ragazzi a concepire una cultura di dono e di solidarietà nei confronti del prossimo.

Educare alla cultura del dono a scuola

Nella società di oggi, una delle tematiche che è stata per molto tempo trascurata è stata quella della donazione di organi, tessuti e cellule, nonostante si provi ad educare sin dall’infanzia alla cittadinanza attiva, come competenza trasversale dell’apprendimento. Infatti, spesso si hanno scarse o distorte conoscenze in materia che possono veicolare messaggi sbagliati.

La scuola deve essere fautrice della diffusione della cultura della solidarietà in modo tale da far capire alle giovani generazioni  che “ donare” significa salvare la vita di un altro essere umano, migliorandone le condizione e le aspettative di vita, oppure permettere di riacquistare la vista a chi l’ha perduta. E’ fondamentale l’azione intersettoriale fra la scuola, i professionisti dell’educazione, le aziende sanitarie, gli enti locali, le associazioni, il volontariato per intraprendere una adeguata e corretta informazione sulla interdipendenza fra i determinanti della salute che incidono sul nostro benessere e sull’insorgenza delle patologie che richiedono come unica cura il trapianto d’organo e per maturare una libera e consapevole scelta in tema di donazione d’organo.

La donazione come libera scelta

Tutti coloro che hanno raggiunto la maggiore età, secondo la legge italiana n. 91 del 1° aprile 1999 e dal decreto ministeriale 8 aprile 2000, possono esprimere il consenso o il diniego alla donazione dei propri organi e tessuti e modificare, in qualunque, momento la volontà espressa. Ed è proprio questa la scelta consapevole che ognuno è portato a esprimere ed è bene prepararsi con maturità e cognizione informandosi, parlandone in famiglia, a scuola, con gli amici.

In presenza di una dichiarazione di volontà (positiva o negativa) alla donazione, i familiari non possono opporsi alla scelta fatta in vita dal loro congiunto, in assenza di una dichiarazione di volontà esplicita sulla donazione, i sanitari prelevano organi e tessuti se non c’è nessuna opposizione. Anche i principali credi religiosi sono favorevoli alla donazione degli organi, ma con la preghiera che sia frutto di una libera scelta e di nessuna costrizione.

Le azioni di informazione e sensibilizzazione rivolte agli studenti dei vari ordini e gradi sui temi del dono, della solidarietà, della libera scelta sono affrontati da un punto di vista etico, medico-scientifico e normativo, con la collaborazione di vari professionisti e degli insegnanti. Dopo la morte tutti gli organi e tessuti possono essere donati, ad eccezione dell’encefalo e delle gonadi ( organi riproduttivi) per di più ci sono organi e tessuti che possono essere donati quando il donatore è ancora in vita: il rene, parte del fegato, del pancreas, del polmone e dell’intestino, le cellule staminali emopoietiche (da midollo osseo, sangue periferico e sangue cordonale), la cute, la placenta e i segmenti ossei.

Perché è importante coinvolgere gli alunni sin dalla tenera età?

Gli interventi educativi sono rivolti a promuovere fra gli alunni la cultura della donazione, stimolando una riflessione in tema di salute e responsabilità civile, sociale e comunitaria, attraverso la trattazione dei temi legati alla donazione mireranno alla riflessione con focus group per esprimere i propri punti di vista e chiarire eventuali dubbi e favorendo la conoscenza di aspetti etici, sanitari e normativi per permettere loro future scelte consapevoli. Indispensabile saranno esempi concreti di persone che sono in vita grazie al dono di una altra persona e la realizzazione da parte degli stessi alunni di prodotti multimediali ( cortometraggi, spot ) che potranno essere condivisi sui social diventano i diretti protagonisti nella proposta di temi e messaggi sulla donazione da rivolgere alla comunità, anche in una logica di peer education ( educazione fra pari).

Gli obiettivi educativi mirano a dare una corretta informazione sulla donazione degli organi, affinché ciascun alunno possa liberamente scegliere se essere donatore e ne diventi promotore in ambito familiare, amicale, comunitario. Solamente sensibilizzando le giovani generazioni sulle problematiche dei pazienti in attesa di trapianto, sul valore della vita umana, sull’importanza del “ dono” potremmo vivere in una società pienamente civile, solidale e soprattutto umana.

Donare è un atto d’amore per la vita.

A cura della Dott.ssa Antonia Ragone
Pedagogista e Docente

Approfondimenti: www.trapinati.salute.gov
www.aido.it
www.ministerosalute.gov

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