“Da Libriamoci a Scriviamoci”, il Centro per il Libro e gli insegnanti a confronto al Salone del Libro

Mondo del libro ed insegnanti a confronto per lanciare corsi e strategie di educazione alla lettura

TORINO – Liberare la lettura dal senso del dovere scolastico, per scoprirne il piacere. Questa mattina alla Fiera del Libro di Torino, presso la Sala Blu del Lingotto, il Centro per il libro e la lettura ha incontrato docenti ed educatori da tutta Italia per raccontare le esperienze dei corsi di formazione proposti l’anno scorso e mirati a fornire adeguati strumenti per l’educazione alla lettura. L’appuntamento in programma al Salone del libro, ha un titolo emblematico della missione che il progetto si propone: “Da Libriamoci a Scriviamoci. Incontro con gli insegnanti per l’educazione alla lettura”.

SCOPRIRE IL PIACERE DELLA LETTURA – Riservato agli insegnanti, durante l’incontro sono stati presentati i risultati del progetto Da Libriamoci a Scriviamoci promosso in collaborazione con il MIUR e con SIAE, allo scopo di approfondire l’offerta dei 20 corsi di formazione per insegnanti ed educatori che il Centro per il libro e la lettura ha organizzato nel 2015, coinvolgendo oltre 1.000 docenti su tutto il territorio nazionale. Ad introdurre i lavori Flavia Cristian, Direttore del Centro per il libro e la lettura. “Occorre liberare la lettura dal senso del dovere scolastico, per fa scoprire il piacere di leggere gli alunni – ha affermato – In tal senso, le diverse associazioni che si impegnano a promuovere la lettura possono essere alleati preziosi per gli insegnanti, i quali, se non amano la lettura, difficilmente riusciranno a trasmettere la passione per la lettura ai propri ragazzi.”

SOSTENERE L’INDUSTRIA CULTURALE – In tal senso, risulta fondamentale mettere in rete non solo le principali associazioni attive nella formazione alla lettura ma anche i diversi soggetti della filiera del libro per ragazzi presenti in ciascun territorio (associazioni, biblioteche, librerie). Patrizia Picardi, Direttore SIAE sede di Torino, spiega l’adesione della SIAE a tale progetto. “Aderiamo per due ragioni: il primo culturale, perché occorre puntare alle nuove generazioni, il secondo socio-economico, in quanto avvicinare i giovani al diritto d’autore rappresenta un modo per sostenere l’industria culturale”. Secondo Patrizia Picardi, la creatività non può sussistere senza la conoscenza del diritto d’autore. Sono seguite le vive testimonianze di professionisti delle Associazioni di promozione della lettura e di alcuni destinatari dei corsi, a sottolineare come, facendo rete tutti insieme, è possibile ottimizzare le risorse e le forze a disposizione per un fine comune: quello di educare alla lettura.

 

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