“La corrente e Incroci”, una panoramica sulla letteratura di Hemingway

Hemingway, uno dei più grandi scrittori americani, ha saputo dare un’impronta netta e significativa, influenzando così moltissimi autori delle generazioni a venire
Hemingway, uno dei più grandi scrittori americani, ha saputo dare un’impronta netta e significativa, influenzando così moltissimi autori delle generazioni a venire

Hemingway, uno dei più grandi scrittori americani, ha saputo dare un’impronta netta e significativa, influenzando così moltissimi autori delle generazioni a venire. Parliamo di un vero e proprio contributo a tutta la letteratura del Novecento, che ha “acceso la miccia” della cosiddetta Lost Generation. Uno stile semplice, scarno e quotidiano, non per questo poco rivoluzionario; insomma, senza alcun bisogno di giri di parole o abbellimenti Ernest Hemingway è riuscito ad arrivare ai cittadini americani e di tutto il mondo, proprio grazie alla sua determinazione e alla sua simbolica incisività.

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Il volumetto in questione, “La Corrente e Incroci – Un’antologia” (scritti tra il 1919 e il 1921) fa parte della collana “Ocra Gialla” (testi inediti e rari del Novecento) a cura di Francesco Cappellini e pubblicata dalle “edizioni Via del Vento”, Casa Editrice di Pistoia (diretta da Fabrizio Zollo). Essendo, quello di Hemingway, il periodo focale tra le due guerre, la maggior parte dei suoi scritti si è rivolta a queste tematiche, come anche a quelle della caccia, della pesca e della boxe, che erano le grandi passioni trasmessegli dal padre. Agli esordi, durante la sua carriera giornalistica (come cronista) lo scrittore realizzò alcuni racconti che non gli fecero riscuotere molto successo; questo, almeno fino alla conclusione della sua prima grande opera, Fiesta, pubblicata nell’ottobre del 1926.

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La pubblicazione di questo grande inedito è probabilmente il miglior modo per rendere omaggio a un grande scrittore e a quanto detto in precedenza. Il principale “oggetto”di tale racconto è proprio la boxe, che in questo caso è professata da un Latin Lover di altri tempi che si scontra tra coscienza, verità e rifiuto. Stuyvesant Byng: è lui il protagonista, e con lui la boxe, violenta e pericolosa, ma anche rivelatrice. Un’attrazione per le emozioni forti, che alla fine lo aiuteranno a conquistare ciò che più desidera e a “mettersi a nudo” di fronte alla stessa meta. Questo racconto è pura cronaca; viene servita al lettore con descrizioni istantanee, costruite dettagliatamente sulle sensazioni e sulla fatica del combattimento assaporati (dal lettore) attimo per attimo. Lo stile di Hemingway è così asciutto, esatto ed essenziale da renderlo elegante; inoltre i dialoghi e il susseguirsi di emozioni sono espressivi e perfettamente scorrevoli, proprio come una “corrente”. Così anche la seconda parte del volume: “Incroci – Un’antologia”, ripropone brevi storie fatte dei medesimi temi sopraccennati. Regalano l’immediata e intensa gioia come prova di esemplare unione tra lettore e scrittore. Comunicare, unire, trasmettere e infine… lasciare sapore.

Marta Meli

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