La testimone della sposa – Racconto di Angela Platano

-Ciao Sveva, devo comunicarti una bella notizia! Mi sposooo!-
-Che bello Sandra, sono proprio contenta!-
-Sveva, preparati, compra l’ abito più bello che trovi perché ti sto chiedendo di essere la mia testimone di nozze!-
-Oh, Sandra, accetto con immenso piacere, farei l’impossibile per te che sei la mia amica del cuore. Contaci!-
Sveva dopo la telefonata cominciò a fantasticare sull’abito che avrebbe indossato al matrimonio di Sandra: doveva essere di un colore che s’intonasse coi suoi lunghi capelli biondi e gli occhi grigio-azzurri e mettesse in risalto la sua figura snella. Voleva essere molto raffinata per il matrimonio della sua cara amica che per lei, era come una sorella.
Si erano conosciute da bambine, erano compagne di banco e da allora erano state sempre insieme fino al conseguimento della loro laurea in Lettere.
Dopo varie supplenze brevi, Sandra ebbe un incarico a lungo termine per insegnare nelle scuole medie a Milano. Sveva era rimasta in Puglia.
Erano passati cinque anni, Sandra e Sveva anche se lontane, erano rimaste sempre in contatto telefonico. Si confidavano le loro ansie, i loro amori, le loro disavventure e spesso ridevano insieme di gusto.
In quel lasso di tempo i genitori di Sveva, erano morti a poca distanza di tempo l’uno dall’altra e la ragazza, rimasta sola, si era trasferita da Barletta a Trani dove insegnava nelle scuole medie.
Sveva si era invaghita di un collega, Luciano, che insegnava Scienze Motorie. Bello e atletico, ma aveva un difetto: gli piacevano troppo le donne. La storia tra i due era naufragata dopo qualche anno, ma Sveva non riusciva ad innamorarsi più di nessun’ altro, conduceva la sua vita pensando solo al suo lavoro.
La data delle nozze si avvicinava, mancavano nove giorni e Sandra era presa totalmente dagli innumerevoli preparativi. Stava scrivendo i nomi degli invitati che dovevano sedere ai vari tavoli e pensò a Sveva “ Chi siederà accanto a Sveva? Lei è un po’ timida. Vediamo…ecco, sì, Claudio. E’ single adesso, è simpatico, carino, colto…chissà potrebbe anche piacere a Sveva. Ci provo, potrebbe nascere una nuova coppia.
“Drinnn!” -Pronto, parlo con la signorina Sandra? Sala ricevimenti “Il Naviglio”, mancano due giorni al ricevimento, vorremmo, gentilmente, la conferma del numero degli invitati. Confermate 85?-
– Non saprei, vi richiamo più tardi.-
Giro interminabile di telefonate agli invitati per la conferma della loro partecipazione, e infine telefonata a Sveva. “33…….0759”. Cinque squilli…Una vocina impersonale registrata rispose: -L’ utente da lei selezionato è irraggiungibile.- Altri tentativi, ancora altri…niente.
“Ma dove si è cacciata? Si è fatto tardi, chiamo la sala ricevimenti e confermo 85 invitati, Sveva verrà sicuramente.”
Il giorno del matrimonio Sandra, bellissima nel suo abito da sposa, scese dalla lussuosa auto d’epoca, raggiunse l’altare, accompagnata da suo padre, tra due ali di parenti e amici vestiti elegantemente per l’occasione.
Paggetti, fiori, musicisti, lo sposo con lo sguardo commosso ed emozionato l’attendeva sull’altare. Don Gino si avvicinò agli sposi, tutto era pronto, ma… la cerimonia non poteva iniziare: mancava la testimone della sposa.
Sandra rivolgeva il suo sguardo, ripetutamente, verso l’ingresso della chiesa, chiese a don Gino di pazientare ancora per qualche minuto, non sapeva cosa pensare…”Eccola ! Finalmente!”
Sveva avanzò fino all’altare nel suo abito lungo di seta blu, con classe ed eleganza, sorrise a Sandra e la cerimonia ebbe inizio.
Alla fine, Sveva appose sul registro la sua firma come testimone della sposa, poi si avvicinò a Sandra. -Mi spiace tanto, ma devo andare via subito, non posso trattenermi per il ricevimento. Auguri, Sandra devo partire immediatamente, ho chiesto un permesso speciale per essere qui, non volevo venir meno alla promessa di essere la tua testimone di nozze. Lascia che ti abbracci forte.-
All’ occhio attento del fotografo non sfuggì quel momento di grande felicità che immortalò subito
pensando: “Questo scatto è magnifico, ha una luce particolare, straordinaria!”.
Dieci giorni dopo, come ultima tappa del viaggio di nozze, Sandra decise di fare una sorpresa alla sua cara amica Sveva portandole la bellissima foto ricordo. A Trani, cercò l’indirizzo di Sveva. -Ci siamo! Via degli Olmi, 56.- Suonò il campanello una volta, due, tre. Nessuno rispose.
Si guardò intorno, chiese di Sveva a una vicina di casa..
-Signora, saprebbe dirmi quando tornerà a casa la signorina Sveva?- La donna la guardò senza risponderle subito. Sandra colse una strana espressione sul suo viso che non sapeva come interpretare.
Poi la donna le si avvicinò: -Eh, cara signora, Sveva non tornerà… non tornerà più!-
-Ha cambiato casa?
-Sì… Purtroppo!…La signorina Sveva…non tornerà…non è più tra noi.
Singhiozzando, tra lacrime e incredulità: -Cosa dice signora?… Non ci posso credere!…Quando è successo?-
-Un mese fa. Era andata a Bari per comprare un abito, doveva essere la testimone di nozze al matrimonio di una sua cara amica. Una moto di grossa cilindrata ha perso il controllo… uno scontro frontale con la sua FIAT 500… e poi …poi l’ ha indossato l’abito di seta blu. Dovevate vederla, era bellissima!-
-Signora… ma non è possibile, non può essere successo un mese fa…
Dieci giorni fa era al mio matrimonio, è stata la mia testimone di nozze… era bellissima e… indossava un abito di seta blu…

Angela Platano

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