La bambina – Racconto di Valentina Ceriani

La bambina

La bambina di fronte a me ha circa 4 o 5 anni. È seduta sulla sabbia, sotto l’ombrellone e lo sguardo vigile della madre. Ha un cappellino rosa troppo grande che le copre i ricci biondi che le ricadono spesso sul naso e che lei prontamente ogni volta scosta con il dorso della mano.
Unisce le mani e forma una piccola conca con cui raccoglie un mucchietto di sabbia e avvicina il piccolo scrigno appena creato alle orecchie. Muove leggermente le labbra e annuisce ripetutamente. Poco lontano da lei, un bambino, costume blu, cappellino rosso e imbiancato di crema solare la guarda attento, muovendo leggermente su e giu la paletta che tiene in mano. Si avvicina alla bambina con passo reso incerto dalla sabbia finissima. La fissa qualche istante, si siede accanto a lei le domanda sottovoce: “Che cosa fai?”.
La bambina allontana lo scrigno di sabbia dalle orecchie, lo avvicina al bambino e ne svela il contenuto.
“Sto ascoltando cosa dice la sabbia.”
“La sabbia parla?”
“Sì, dice tantissime cose.”
“E prima cosa ti ha detto?”
“Che oggi il sole è forte e quindi è dispiaciuta perchè farà scottare i piedi a tutti quelli che camminano su di lei.”
“Basta bagnarli i piedi. Così non si sente che scotta.”
La bambina avvicina di nuovo le mani piene di sabbia alle orecchie.
“Dice che hai avuto una bella idea.”
“Parla anche con me la sabbia?”
“Secondo me sì, prova.”
Il bambino abbandona la paletta che stringe ancora tra le mani, raccoglie una manciata di sabbia e se la porta all’orecchio.
“Dice che se ti va possiamo costruire assieme un castello di sabbia.”
La bambina apre leggermente le mani e fa scorrere la sabbia fra le dita verso terra. Si volta verso il bambino, gli porge un secchiello e sorride.

 

 

Valentina Ceriani

 

 

 

 

 

 

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