poesia d'amore

“Stringiti a me” di D’Annunzio, l’emozione del contatto fisico in poesia

Oggi il distanziamento sociale ci obbliga a ridurre il contatto fisico. Riscopriamo anche solo in versi l'importanza del tatto tra persone nella poesia di Gabriele D'Annunzio
"Stringiti a me" di D'Annunzio, l'emozione del contatto fisico in poesia

L’essenza dell’amore è il contatto fisico che avviene tra due persone che si amano. A ben interpretare questo valore è Gabriele D’Annunzio nella poesia intitolata “Stringiti a me“. Una lirica piena di intensità, che celebra l’abbraccio, la ricerca di protezione e di abbandonarsi al partner per allontanare problemi e tormenti. Oggi, in epoca di distanziamento sociale e distanze di sicurezza, il contatto fisico è sempre meno possibile e si rischia di perderne il significato più puro. Ecco perché è bene rileggere i versi di D’Annunzio che ne celebrano il valore umano e affettivo.

Il contatto fisico e l’abbandono verso l’amato

In questa poesia, contenuta nel libro “Il fuoco“, D’annunzio invita la sua amata ad abbandonarsi, sicura, perché in questo modo “io non ti mancherò e tu non mi mancherai”. La ricerca di contatto fisico che è allo stesso tempo anche la ricerca di un equilibrio, un tentativo di entrare in simbiosi tra i due amanti, cosicché “il nostro amore potrà riposare per sempre, immutabile.”

L’apertura e la fiducia tra innamorati

L’autore della poesia attraverso il contatto fisico vuole evitare qualsiasi tipo di atteggiamento di chiusura nell’amata. Quest’ultima è invitata a “non soffrire sola, non nascondermi il tuo tormento!”. L’autore invita la donna a parlargli “quando il cuore ti si gonfia di pena”, nella speranza che lui possa consolarla. “Lascia che io ti aiuti, poiché da te mi viene tanto bene!”

Stringiti a me, poesia di Gabriele D’Annunzio

Stringiti a me,
abbandonati a me,
sicura.
Io non ti mancherò
e tu non mi mancherai.

Troveremo,
troveremo la verità segreta
su cui il nostro amore
potrà riposare per sempre,
immutabile.

Non ti chiudere a me,
non soffrire sola,
non nascondermi il tuo tormento!

Parlami,
quando il cuore
ti si gonfia di pena.

Lasciami sperare
che io potrei consolarti.
Nulla sia taciuto fra noi
e nulla sia celato.

Oso ricordarti un patto
che tu medesima hai posto.

Parlami
e ti risponderò
sempre senza mentire.

Lascia che io ti aiuti,
poiché da te
mi viene tanto bene!

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