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Quella di Amanda Gorman è poesia? L’opinione di scrittori e letterati

La domanda che scrittori, giornalisti e addetti ai lavori si pongono oggi è: si può considerare ciò che scrive Amanda Gorman effettivamente poesia? L'analisi di Paolo Gambi

Amanda Gorman è riuscita ad arrivare al centro dell’attenzione mediatica. E lo ha fatto incollando su di sé un’etichetta molto chiara: poeta o poetessa (evitiamo qui le polemiche di genere). La domanda che dunque ci si pone è: possiamo considerare ciò che scrive Amanda Gorman effettivamente poesia? Vediamo la cornice di questo quadro.

La Gorman è diventata famosa grazie all’insediamento del presidente Biden, durante il quale è salita sul pulpito a leggere alcune sue parole. In poche ore è diventata un’influencer su Instagram.

"The Hill We Climb", l'emozionante poesia rap di Amanda Gorman

“The Hill We Climb”, l’emozionante poesia rap di Amanda Gorman

La poesia di Amanda Gorman “The Hill We Climb” ha commosso tutti, rubando la scena per alcuni minuti nel corso della cerimonia di insediamento di Joe Biden

Subito dopo ha attirato su di sé l’attenzione perché è stata presa da un’agenzia di moda.
Ma il fenomeno Gorman si è svelato nella sua compiutezza con le polemiche che si sono create intorno alla traduzione dei suoi testi. La poetessa che era stata incaricata di tradurla in olandese ha fatto un passo indietro perché la pressione mediatica l’ha considerata inadeguata in quanto bianca. La Gorman è insomma diventata simbolo del razzismo contro i bianchi.

Questo è divenuto ancora più chiaro quando è stata rifiutata la traduzione in catalano da parte di uno scrittore che aveva la colpa di essere bianco e maschio. “Mi hanno detto che il mio profilo e il mio curriculum non erano adeguati. Sono uomo, bianco, non più giovane e pure catalano”. Episodi di semplice razzismo.

Contro il razzismo sorto intorno alle traduzioni della Gorman se l’è presa chiunque fecondi il cervello con un po’ di buon senso. Come Ginevra Bompiani: “Penso quello che pensano tutti: è una sciocchezza“. Ancora più chiara Barbara Alberti: “Io di lei conosco solo i versi della poesia recitata a Capitol Hill, e li ho trovati mediocri. E poi, che poeta sei se fai distinzioni del genere? È la negazione stessa della poesia”. Più pacato Aldo Nove: “Non c’è nessuna influenza reale dell’etnia sugli esiti del lavoro artistico”. Anche Nicola Lagioia si è schierato contro questa discriminazione: “La letteratura ha questa forza immutata. Riuscire a far crollare le differenze di nazionalità, di genere, di orientamento sessuale, addirittura di specie e di regno, certe volte”.

Amanda Gorman, la poetessa disabile che leggerà per Joe Biden

Amanda Gorman, la poetessa disabile che leggerà per Joe Biden

La giovane poetessa Amanda Gorman, di soli 23 anni, leggerà durante l’inaugurazione della nuova presidenza di Joe Biden. La più giovane di sempre, afroamericana e disabile. Un vero esempio.

La cornice fa già propendere per l’idea che più che una poetessa Amanda Gorman sia un’attivista politica, una agit-prop concentrata sull’attività mediatica. Attività più che legittima. Ma che andrebbe chiamata con il nome corretto.

Cosa scrive Amanda Gorman? Bisognerebbe allora andare a leggere ciò che questa ragazza scrive. Basta analizzare il testo che ha letto durante l’insediamento di Biden e ci si trova di fronte a una semplice arringa politica, con l’aggiunta di qualche citazione poetica non proprio azzeccata. Qualunque profilo Instagram di qualunque ventenne che si cimenta con la poesia per la prima volta è pieno di componimenti analoghi o di qualità superiore a ciò che scrive lei. E di certo più genuini, sinceri e meno finalizzati alla pura propaganda.

Noi italiani siamo custodi della memoria di Dante, il Sommo Poeta, e quest’anno lo celebriamo nel settecentesimo anniversario della sua morte. Dante era un poeta capace di impegno civile e insieme di vera Poesia. Anche per onorare lui bisogna avere il coraggio della verità nell’uso delle parole. È sempre difficile e pericoloso definire cosa sia e cosa non sia poesia. Ma in questo caso è talmente evidente l’operazione commerciale e mediatica che ci sta dietro che chiunque ami la poesia non può tacere.

La Poesia abbraccia l’esistente e il mistero, abbraccia l’umanità. La Poesia guarda l’universo attraverso lenti che ambiscono a essere universali. Una Poesia che guardi il mondo attraverso le lenti distorcenti del razzismo e della pura propaganda mediatica, molto semplicemente, non è più Poesia.

Facciamo allora nostre le parole di Barbara Alberti: “Tutto quello che questa scrittrice fa è totalmente mediatico, non c’è autenticità. È una star del web, come gli influencer di oggi. È l’antipoesia, una unità di consumo della grande macchina della comunicazione. È una comunicatrice, non una poetessa”.

Paolo Gambi

 

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