Non è vero? (La Buona Canzone XVII) di Paul Verlaine nasce come una dichiarazione semplice e fortissima, l’amore non chiede permesso per poter esistere ed esprimere la propria gioia.
Nel 1870, quando Verlaine scrive questi versi, la sua storia con Mathilde Mauté de Fleurville è già osservata con sospetto. Lei è molto giovane, lui ha una vita complicata alle spalle. Attorno a loro si muovono giudizi, sguardi storti, mezze frasi, condanne non dette. È la solita storia: quando due persone si amano, il mondo sente sempre il bisogno di dire la sua.
E allora questa poesia diventa una presa di posizione. Una dichiarazione d’indipendenza per tutti coloro che sono costretti a vivere la propria relazione sotto lo sguardo critico della società.
“Non è vero?” è la domanda che si fanno tutti quelli che amano controcorrente. Quelli che tengono la testa alta davanti al giudizio. Quelli che affrontano il gossip e lo scandalo in nome dell’amore. Quelli che hanno capito che amare, a volte, significa anche affermare se stessi. È una poesia per chi non vuole vivere chiedendo il permesso di essere felice.
Non è vero? è la diciassettesima poesia de La Bonne Chanson (La Buona Canzone), la raccolta scritta da Paul Verlaine tra l’inverno del 1869 e la primavera del 1870. Ventuno poesie dedicate alla sedicenne Mathilde Mauté de Fleurville, che il poeta sposerà nello stesso anno.
Leggiamo questa meravigliosa poesia di Paul Verlaine per “ascoltarne” la musicalità e scoprirne il significato.
Non è vero? (La Buona Canzone XVII) Paul Verlaine
Non è vero? a dispetto degli sciocchi e dei cattivi
che certo invidieranno la nostra gioia,
saremo talvolta fieri e sempre indulgenti.Non è vero? andremo, gai e lenti, per la via
modesta che la Speranza ci mostra sorridente,
poco curando d’essere ignorati oppure visti.Isolati nell’amore come in un nero bosco,
i nostri cuori, esalando una serena tenerezza,
saranno due usignoli che cantano nella sera.Quanto al Mondo, che sia irascibile con noi
oppure dolce, che ce ne importerà? Certo che può,
se vuole, accarezzarci o prenderci a bersaglio.Uniti dal più forte e caro dei legami,
e protetti da un’armatura adamantina,
sorrideremo a tutti senza temere niente.Senza preoccuparci di quanto ci destina
la Sorte, cammineremo con lo stesso passo,
la mano nella mano, con l’anima infantiledi chi si ama, vero?, alla luce del sole.
N’est-ce pas? (La Bonne Chanson XVII), Paul Verlaine
N’est-ce pas? en dépit des sots et des méchants
Qui ne manqueront pas d’envier notre joie,
Nous serons fiers parfois et toujours indulgentsN’est-ce pas? nous irons, gais et lents, dans la voie
Modeste que nous montre en souriant l’Espoir,
Peu soucieux qu’on nous ignore ou qu’on nous voie.Isolés dans l’amour ainsi qu’en un bois noir,
Nos deux coeurs, exhalant leur tendresse paisible,
Seront deux rossignols qui chantent dans le soir.Quant au Monde, qu’il soit envers nous irascible
Ou doux, que nous feront ses gestes? Il peut bien,
S’il veut, nous caresser ou nous prendre pour cible.Unis par le plus fort et le plus cher lien,
Et d’ailleurs, possédant l’armure adamantine,
Nous sourirons à tous et n’aurons peur de rien.Sans nous préoccuper de ce que nous destine
Le Sort, nous marcherons pourtant du même pas,
Et la main dans la main, avec l’âme enfantineDe ceux qui s’aiment sans mélange, n’est-ce pas?
Quando l’amore vince contro tutto e tutti
Non è vero? è una poesia di Paul Verlaine che racconta due persone che si tengono strette mentre il mondo guarda storto. Parla di chi sceglie di camminare insieme senza farsi fermare dai giudizi, dalle invidie, dalle mezze frasi dette sottovoce.
Verlaine scrive per dire una cosa semplice, non si deve avere paura dei giudizi altrui quando si ama veramente. Dentro questi versi c’è la gioia di chi procede piano, senza fretta, seguendo una strada che non fa rumore. C’è la felicità di chi non ha bisogno di essere visto, né di essere approvato. C’è la forza tranquilla di chi ha trovato il proprio posto accanto a un altro cuore.
È una poesia per chi ha imparato che amare non è mai una cosa facile, ma è sempre una cosa vera. Per chi sa che l’amore, a volte, va difeso. E che tenersi per mano, quando il mondo osserva, è già una forma di coraggio.
La prima promessa: restare insieme nonostante il mondo
La poesia si apre con una domanda che è già una dichiarazione d’intenti:
Non è vero? a dispetto degli sciocchi e dei cattivi
che certo invidieranno la nostra gioia,
saremo talvolta fieri e sempre indulgenti.
Verlaine non ignora e non ha paura dello sguardo critico della società. Lo guarda in faccia. Sa che ci saranno “gli sciocchi e i cattivi”, sa che la felicità altrui dà fastidio, sa che l’amore vero suscita invidia. Ma invece di reagire con rabbia, propone fierezza e indulgenza.
È un modo elegante per dire che l’amore non deve abbassarsi al livello del giudizio. Può restare alto, luminoso, intatto, fregandosene di ciò che pensano gli altri.
Non è vero? andremo, gai e lenti, per la via
modesta che la Speranza ci mostra sorridente,
poco curando d’essere ignorati oppure visti.
Emerge ancora l’esortazione dell’autore all’amata. L’invito ad andare dritti, a testa alta, felici, tranquilli. È un andare insieme “gai e lenti”, senza fretta, senza ansia di apparire. È una felicità che non ha bisogno di del consenso degli altri.
La strada è “modesta”, ma è guidata dalla speranza che l’amore può offrire più di quando la società può dare loro. Non serve altro.
È un amore che diventa rifugio
Nel cuore della poesia arriva una delle immagini più belle:
Isolati nell’amore come in un nero bosco,
i nostri cuori, esalando una serena tenerezza,
saranno due usignoli che cantano nella sera.
L’amore è un bosco. Scuro, protetto, lontano dal rumore. Non è isolamento come solitudine, ma come rifugio. Dentro questo spazio i cuori possono cantare tutta la bellezza che dona l’amore senza essere disturbati.
Gli usignoli non cantano per farsi notare. Cantano perché è nella loro natura. Così è l’amore: esiste, e basta.
Verlaine torna poi a guardare il mondo che li ossercva:
Quanto al Mondo, che sia irascibile con noi
oppure dolce, che ce ne importerà?
Il mondo può accarezzare o colpire. Può applaudire o prendere di mira. Ma non ha potere su chi ha scelto di stare insieme davvero.
L’amore diventa un’armatura durissima:
Uniti dal più forte e caro dei legami,
e protetti da un’armatura adamantina,
sorrideremo a tutti senza temere niente.
Non c’è sfida, non c’è guerra. C’è un sorriso. È la sicurezza di chi sa di essere nel posto giusto.
Camminare con lo stesso passo
Il finale è di una dolcezza disarmante:
cammineremo con lo stesso passo,
la mano nella mano, con l’anima infantile
di chi si ama, vero?, alla luce del sole.
L’amore vero non ha bisogno di eroismi. Ha bisogno di presenza, di fiducia, di innocenza. Di due persone che scelgono di andare nella stessa direzione, senza paura.
Questa poesia è una lezione semplice e potentissima. Quando due persone si amano davvero, il mondo può anche restare fuori.
Quando l’amore è costretto a vivere nell’ombra
Ci sono amori che non possono camminare mano nella mano alla luce del sole. Amori che devono abbassare lo sguardo, cambiare strada, fingere indifferenza. Amori che esistono solo dietro porte chiuse, in stanze silenziose, nei messaggi cancellati in fretta.
Ci sono persone che si amano e non possono dirlo. Non possono presentarsi. Non possono mostrarsi. Non possono nemmeno nominarsi.
Vivono in una società che decide chi può amare e chi no. Che stabilisce quali legami sono legittimi e quali devono restare nascosti. Che trasforma un sentimento in una colpa, una scelta in una vergogna, una felicità in un rischio.
Per loro Non è vero? non è solo una poesia d’amore. È una promessa. È il sogno di un mondo in cui non ci sia più bisogno di nascondersi. In cui non serva abbassare la voce per dire “ti amo”. In cui non si debba scegliere tra l’amore e la propria sicurezza.
Paul Verlaine immagina due persone che camminano insieme senza paura. Che sorridono al mondo. Che non si giustificano. Che non si nascondono. È un’immagine semplice. Ed è proprio per questo che è rivoluzionaria.
Perché fino a quando ci sarà qualcuno costretto ad amare in silenzio, questa poesia continuerà a essere necessaria. Continuerà a ricordare che l’amore non è mai una colpa. E che nessuno dovrebbe essere costretto a viverlo nell’ombra.
