Poesie Neruda

Le poesie di Neruda e l’identificazione della donna amata con la natura

Pablo Neruda è uno dei poeti più letti e più amati dai giovani. La maggiore sorgente ispirativa della poesia di Neruda è l’amore, che lo porta a identificare la donna amata con la Natura
Le poesie di Neruda e l'identificazione della donna amata con la natura

Pablo Neruda (1904-1973) è uno dei poeti più letti e più amati al mondo, soprattutto tra i giovani. Sono molti i ragazzi che si accostano con entusiasmo all’opera del poeta cileno e valicano così per la prima volta – senza timidezza – i cancelli della poesia. Tra i maggiori estimatori della poesia nerudiana c’è Gabriel Garcia Marquez il quale lo definì addirittura «il più grande poeta del ventesimo secolo, in qualsiasi lingua».

L’amore di Neruda per la patria

Oltre ad essere un punto di riferimento della letteratura latino-americana, Pablo Neruda è stato politico e diplomatico, animato da un amore sconfinato verso il suo paese natale (la corda patriottica risuona spesso nei suoi versi). Il poeta nacque a Parral – con il nome Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto – il 12 luglio del 1904. I suoi genitori erano un impiegato delle ferrovie e un’insegnante. Sua madre morì quando Pablo era ancora un bambino a causa di una tubercolosi.

Le prime pubblicazioni

L’interesse per la letteratura e per la poesia arrivò con l’adolescenza e soprattutto grazie all’incoraggiamento della poetessa Gabriela Mistral, che fu sua professoressa. Nonostante suo padre fosse contrario a questa passione, fin dall’età di sedici anni il poeta iniziò a pubblicare i suoi scritti con lo pseudonimo Pablo Neruda. Il nome fu scelto per rendere omaggio allo scrittore Jan Neruda, originario della Repubblica Ceca, e per evitare che il padre potesse impedirgli di realizzare il suo sogno. A soli ventitré anni, dopo aver già pubblicato il primo volume in versi chiamato Crepuscolario, Neruda si trasferì in Birmania.

Dovette spostarsi per intraprendere la carriera diplomatica nel ruolo di console. Negli anni passati nel sud-est asiatico sposò la banchiera olandese Maryka Antonieta Hagenaar Vogelzang e continuò a scrivere poesie. Tornò in Cile dopo aver ricoperto il ruolo di console anche a Buenos Aires, a Barcellona e a Madrid. Nel 1945 divenne senatore del Partito comunista delle province cilene di Antofagasta e Tarapacá. A causa di una lite col presidente Videla fu costretto ad abbandonare il paese nel 1949 e a vivere da esiliato (da questo punto di vista la sua vita presenta un’analogia con quella del grande poeta turco Nazim Hikmet).

Il mistero della scomparsa

Il 21 ottobre del 1971 ottenne il premio Nobel per la letteratura. Circa due anni dopo, quando in Cile si instaurava la dittatura di Augusto Pinochet, Pablo Neruda morì a Santiago del Cile il 23 settembre del 1973. La sua morte è tutt’ora avvolta dal mistero: i referti ufficiali dicono che il decesso fu provocato dell’aggravarsi di una malattia, ma in molti credono che il poeta fu vittima di un omicidio ordinato da Pinochet.

L’amore come ispirazione

La maggiore sorgente ispirativa della poesia di Neruda è l’amore, declinato nella direzione di un empito cosmico che lo porta a identificare la donna amata con la Natura.

Eccone uno specimen:

Ah vastità di pini, rumore di onde spezzate,
lento gioco di luci, campana solitaria,
se il crepuscolo cade nei tuoi occhi di bambola,
mia chiocciola terrestre, in te la terra canta.

In te cantano i fiumi e in essi la mia anima
a tuo capriccio fugge là dove tu vorrai.
Insegnami la strada nel tuo arco di speranza
e sfrenerò il mio stormo delirante di frecce.

In certi componimenti, dedicati a celebrare il privilegio esistenziale dell’amore felice, è possibile riconoscere tonalità che lo avvicinano a Prevert (altro poeta molto amato dai giovani, almeno di qualche generazione fa).

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell’erba,
lascian camminando due ombre che s’uniscono,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.

Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s’uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
È la felicità una torre trasparente.

L’aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.

Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l’eternità della natura.

Le poesie dello scrittore
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Pablo Neruda, le poesie più belle

L’ occhio poetico di Neruda esplora tutte le meraviglie del creato. Non c’è manifestazione terrena che non meriti attenzione poetica:

Oh fiume
Irrevocabile
delle cose,
non si dirà
che solo
ho amato
i pesci,
o gli alberi della selva e della prateria,
che non solo
ho amato
ciò che salta, s’arrampica, sopravvive, sospira.
Non è vero
molte cose
mi hanno detto tutto.

Il poeta celebra il fiume irrevocabile delle cose, la meravigliosa impermanenza dell’essere. Tutto è assediato dalla precarietà cosmica. Tutto corre verso la propria morte. Niente merita di essere dimenticato. Nei suoi versi, il poeta rinnova l’emozione di tutti di fronte alla fragile meraviglia della terra.

La poesia è ovunque intorno a noi: spetta ai nostri occhi impararla a riconoscerla e a offrirla in dono a noi stessi e agli altri.

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