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La Poesia

Frida Kahlo e il valore della vita nella poesia “Di struggente bellezza”

Il 13 luglio 1954 ci lasciava Frida Kahlo. La ricordiamo attraverso “Di struggente bellezza”, una bellissima poesia in cui la poliedrica artista riflette sul valore della vita.

Il 13 luglio 1954 scompariva Frida Kahlo, un’artista poliedrica, innamorata della vita, dei colori, dell’amore, della passione che riusciva a intravedere in ogni dettaglio del reale. Vogliamo ricordarla attraverso “Di struggente bellezza”, una poesia in cui Frida Kahlo riflette sulla vita, sul suo valore e su ciò che la rende speciale.

Di struggente bellezza di Frida Kahlo

Ho smesso di contare le volte in cui,
arrivata alla seconda riga,
ho cancellato e riscritto tutto nuovamente.
Cercavo un inizio ad effetto,
qualcosa di poetico e vero allo stesso tempo,
qualcosa di grandioso, ma agli occhi.

Non ci sono riuscita.
Poi ho capito,
ricordando ciò che non avevo mai saputo:
che per i grandi cuori
che muoiono nel corpo
ma che continuano a battere nel respiro della notte,
non ci sono canoni o bellezze regolari,
armonie esteriori,
ma tuoni e temporali devastanti
che portano ad illuminare un fiore,
nascosto,
di struggente bellezza.

De conmovedora belleza

Dejé de contar las veces que
llegó a la segunda línea,
Borré y reescribí todo de nuevo.
Estaba buscando un comienzo para el efecto,
algo poético y verdadero a la vez,
algo grandioso, pero a los ojos.

No lo logré.
Entonces me di cuenta
recordando lo que nunca supe:
que por los corazones grandes que mueren en el cuerpo
pero que siguen latiendo en el aliento de la noche,
no hay regalías ni bellezas regulares,
armonías exteriores,
pero truenos y tormentas devastadoras
que llevan a iluminar una flor escondida,
de conmovedora belleza.

Frida Kahlo

Frida Kahlo nasce a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio del 1907.
Fin da quando è solo una bambina, dimostra innate capacità espressive, un carattere molto forte e passionale e una dedizione fuori dal comune. Affetta da quella che alla famiglia sembra poliomielite e invece è una malformazione conosciuta come “spina bifida”, Frida trascorre una vita segnata da eventi spiacevoli, il cui culmine è rappresentato dall’incidente del 1925.

Un giorno, mentre la ragazza sta tornando da scuola in autobus, avviene un terribile incidente che lascia Frida gravemente ferita, con fratture multiple alla spina dorsale, alle vertebre e al bacino. Si salva sottoponendosi a 32 interventi chirurgici, che la costringono a letto per mesi. Le ferite la faranno soffrire per l’intera durata della sua vita.

Tuttavia, è dalla tragedia che nascono i capolavori di Frida Kahlo: a seguito degli interventi, la ragazza – che ha solo 18 anni – deve stare a letto senza poter minimamente muoversi. I giorni sembrano tutti uguali. Il dolore, la noia e la disperazione sono tali da non lasciare nemmeno uno spiraglio di positività nella vita di Frida.

Per cercare di far distrarre la figlia e di portare un po’ di varietà nelle sue giornate monotone, i genitori le regalano colori e pennelli. Da qui nasce la leggenda. Frida comincia a dipingere i suoi celebri autoritratti grazie allo specchio installato sul soffitto dai genitori. Nel 1929 sposa Diego Rivera, un uomo che ha già sposato due donne ed è più vecchio di Frida di 21 anni. Un amore caratterizzato da passione mista a tradimenti, violenza, dolore di ogni tipo, tanto che lei stessa affermerà: “Ho subito due gravi incidenti nella mia vita. Il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego Rivera”.

Frida Kahlo intrattiene diverse relazioni sentimentali, con amanti di genere maschile e femminile, e anche Diego Rivera avrà diverse relazioni extra coniugali, fra cui una con la sorella di Frida. Diego e Frida, che ad un certo punto cominciano a considerarsi un’autentica coppia aperta, non riusciranno mai ad avere figli a causa del fisico debilitato della donna, che soffrirà sempre molto per questa mancanza.

Frida Kahlo muore all’età di 47 anni a causa di un’embolia polmonare: è il 13 luglio 1954. Le sue ceneri sono conservate nella sua Casa Azul, oggi sede del Museo Frida Kahlo. Le ultime parole che scrive sul suo diario sono di una lucidità disarmante: “Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più”.

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