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L’eternità, la poesia di Arthur Rimbaud sulla bellezza della natura

In questa poesia Rimbaud analizza il connubio tra sole e mare e, osservandone l'immensità e la bellezza, comprende la natura dell'eternità.

I versi di Arthur Rimbaud tratti da L’eternità traboccano di un senso di infinito; qui il poeta osserva il connubio tra sole e mare e, osservandone l’immensità e la bellezza, comprende la natura dell’eternità.

L’eternità

È ritrovata.
Che? – L’Eternità.
È il mare andato via
Col sole.

Anima sentinella,
Mormoriamo l’assenso
Della notte di nulla
E del giorno di fuoco.

Dai suffragi umani,
Dai comuni slanci,
Tu là ti liberi
E voli a seconda.

Poi che da voi sole,
Braci di raso,
Esala il Dovere,
Senza un: finalmente.

Là niente speranza,
Non c’è un orietur.
Scienza con pazienza,
Il supplizio è certo.

È ritrovata.
Che? – L’Eternità.
È il mare andato via
Col sole.

La potenza della natura

Questa visione che l’autore rappresenta nella poesia “L’eternità” è un’epifania improvvisa, una rivelazione che si fa largo nell’io del poeta proiettandolo verso l’infinita potenza della natura. Con questi versi abbiamo a disposizione una dedica speciale nei confronti della natura e di tutto ciò che la compone, per quei momenti in cui ci sentiamo animati da un vibrante stupore al cospetto degli elementi.

Il rispetto dell’ambiente

Soffermarsi sulla bellezza della natura significa anche rendersi conto dell’importanza di tutelare e prendersene cura, a partire dalla propria esperienza personale e dalla propria zona di movimento. Intraprendere azioni coscienziose verso gli elementi naturali, permette di poter ammirare panorami naturali suggestivi e, come cita Rimbaud nella sua poesia, consente al mare di andare via col sole.

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