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Aveva 75 anni

E’ morta la poetessa Patrizia Cavalli

Grande amica di Elsa Morante, Patrizia Cavalli era apprezzata per saper arrivare con i suoi versi al pubblico e allo stesso tempo riuscire a conquistare la critica

E’ morta all’età di 75 anni la poetessa Patrizia Cavalli. A darne la triste notizia il sito Repubblica: da anni alla poetessa era stato diagnosticato un cancro.

Artista apprezzata per saper arrivare al pubblico con la sua “penna”, le misure metriche che utilizzava Patrizia Cavalli erano classiche, ma il lessico e la sintassi erano quelle della lingua contemporanea. Nelle sue poesie erano assenti poeticismi e manierismi, e il linguaggio che utilizzava era quello quotidiano e familiare.

Patrizia Cavalli

Nata a Todi nel 1947, Patrizia Cavalli arriva a Roma nel 1968, dopo essere passata per Ancona. Nella capitale conosce Elsa Morante, dalla cui frequentazione nasce, nel 1974, la sua prima raccolta di poesie, a lei dedicate. Nel 1976 viene inserita nell’antologia “Donne in poesia – Antologia della poesia femminile in Italia dal dopoguerra ad oggi“, insieme a autrici come Maria Luisa Spaziani, Vivian Lamarque Amelia Rosselli, Anna Maria Ortese.

I libri e le raccolte di poesia

Ha pubblicato per la Collezione di poesia di Einaudi alcune raccolte di successo: “Le mie poesie non cambieranno il mondo” (1974), “Il cielo” (1981), “L’io singolare proprio mio” (1992). Queste tre sillogi vengono riunite nel volume “Poesie” (1974-1992) (1992). Pubblica, sempre con Einaudi: “Sempre aperto teatro” (1999, Premio Letterario Viareggio-Repaci), “Pigre divinità e pigra sorte” (2006, Premio Dessì), “Datura” (2013), “Vita meravigliosa” (2020). La sua unica prova narrativa è “Con passi giapponesi” (2019), vincitore del Premio Campiello – selezione Giuria dei Letterati.

Sempre per l’editore Einaudi ha tradotto Anfitrione di Molière e il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare; dello stesso autore ha tradotto inoltre Otello, messo in scena dal regista e attore Arturo Cirillo nel 2009.

Insieme alla cantautrice Diana Tejera ha realizzato nel 2013 il libro/disco Al cuore fa bene far le scale edito da Voland/Bideri. Con lei e la cantautrice jazz Chiara Civello ha scritto il brano E se. Premio Betocchi – Città di Firenze 2017.

L’omaggio di Franceschini

“E’ con grande dolore che apprendo della scomparsa di Patrizia Cavalli, una delle più grandi poetesse del nostro tempo. Scrittrice, traduttrice, conosciuta e amata da tante generazioni, ci lascia in eredità i suoi versi meravigliosi che hanno saputo parlare a migliaia di persone”. Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, esprime il cordoglio per la scomparsa della poetessa Patrizia Cavalli.

Patrizia Cavalli, le poesie più belle

Per rendere omaggio alla poetessa, vi proponiamo di seguito alcuni dei versi delle poesie tratte dalle sue raccolte.

L’educazione permette di mangiare
con educazione e permette
altre cose; ma se vuoi volare
le ali si hanno o non si hanno.

tratto da Poesie (1974-1992) (Einaudi, 1992)

Essere testimoni di se stessi
sempre in propria compagnia
mai lasciati soli in leggerezza
doversi ascoltare sempre
in ogni avvenimento fisico chimico
mentale, è questa la grande prova
l’espiazione, è questo il male.

tratto da Poesie (1974-1992) (Einaudi, 1992)

Se ora tu bussassi alla mia porta
e ti togliessi gli occhiali
e io togliessi i miei che sono uguali
e poi tu entrassi dentro la mia bocca
senza temere baci diseguali
e mi dicessi: « Amore mio,
ma che è successo?», sarebbe un pezzo
di teatro di successo.

tratto da Poesie (1974-1992) (Einaudi, 1992)

Tu mi vorresti come uno dei tuoi gatti
castrati e paralleli: dormono in fila infatti
e fanno i gatti solo di nascosto
quando non li vedi. Ma io non sarò mai
castrata e parallela. Magari me ne vado,
ma tutta di traverso e tutta intera.

tratto da Pigre divinità e pigra sorte (Einaudi, 2006)

Cosí schiava. Che roba!
Cosí barbaramente schiava. E dai!
Cosí ridicolmente schiava. Ma insomma!
Che cosa sono io?
Meccanica, legata, ubbidiente,
in schiavitú biologica e credente. Basta,
scivolo nel sonno, qui comincia
il mio libero arbitrio, qui tocca a me
decidere che cosa mi accadrà,
come sarò, quali parole dire
nel sogno che mi assegno.

da Datura (Einaudi, 2013)

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