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Dicono che la speranza sia felicità, la poesia di Byron sull’apprezzare la vita

Questi versi di Byron comunicano con una vibrante emotività quanto sia importante aver cura del tempo trascorso e delle proprie esperienze

I versi di Byron tratti da Dicono che la speranza sia felicità, pubblicata nella raccolta Hebrew Melodies del 1815, comunicano con una vibrante emotività quanto sia importante aver cura del tempo trascorso e delle proprie esperienze, poiché i nostri sogni e le nostre aspettative si sono concretizzate nel vissuto e nelle esperienze.

Dicono che la Speranza sia felicità

Felix qui potuit rerum cognoscere causas
Virgilio

Dicono che la Speranza sia felicità,
Ma il vero Amore deve amare il passato,
E il Ricordo risveglia i pensieri felici
Che primi sorgono e ultimi svaniscono.

E tutto ciò che il Ricordo ama di più
Un tempo fu Speranza solamente;
E quel che amò e perse la Speranza
Ormai è circonfuso nel Ricordo.

È triste! È tutto un’illusione:
Il futuro ci inganna da lontano,
Non siamo più quel che ricordiamo,
Né osiamo pensare a ciò che siamo.

Apprezzare i traguardi della vita

Questi versi sono una perfetta dedica per esortare qualcuno ad apprezzare i traguardi della vita e a trovare la forza di andare avanti, guardando la vita, sempre e comunque, con stupore e meraviglia. Per quanto vediamo la speranza come una tensione verso il domani, bisogna fermarsi a pensare a quei momenti in cui la vita ci ha sorpreso donandoci qualcosa di prezioso. Hebrew Melodies è una raccolta di 30 poesie del poeta George Gordon Byron, pubblicata nel 1815, come accompagnamento alle melodie composte da Isaac Nathan.

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