Sei qui: Home » Poesie » “Ariel”, la poesia di Sylvia Plath per riflettere sulla vita
La poesia

“Ariel”, la poesia di Sylvia Plath per riflettere sulla vita

“Ariel” è una poesia di Sylvia Plath composta il 26 ottobre del 1962 e contenuta nell’omonima raccolta del 1965

“Ariel” è il componimento che abbiamo scelto per ricordare la poetessa americana Sylvia Plath, nata a Boston il 27 ottobre 1932 e morta a Londra l’11 febbraio 1963. Tra le sue poesie più potenti, “Ariel” fu scritta il 26 ottobre del 1962 e pubblicata nell’omonima raccolta postuma del 1965.

“Ariel”

Stasi nel buio.
Poi l’insostanziale azzurro
riversarsi di altura e lontananze.
Leonessa di Dio,
come ci compenetriamo,
perno di talloni e ginocchia!-il solco
si fende e passa, fratello
all’arco bruno
del collo che non posso afferrare,
bacche occhi-di-negro
gettano scuri
uncini-
nere boccate dolci di sangue,
ombre.
Qualcos’altro
mi solleva per l’aria-
Cosce, criniera;
scaglie dai miei talloni.
Bianca
Godiva, mi spoglio-
morte mani, morte costrizioni.
E ora io
schiumo in grano, un luccichio di mari.
Il grido del bambino
si dissolve nel muro.
E io
sono la freccia,
la rugiada che vola
suicida, fatta una con lo slancio
dentro l’occhio
scarlatto, il crogiolo del mattino.

Il senso della vita cercando la libertà

La poesia di Sylvia Plath parte da un ricordo. Ariel era infatti il cavallo che aveva quando era bambina e con la quale riusciva a sentire concretamente una serenità coinvolgente. Sylvia Plath parte da qui, dalla sensazione di libertà e leggerezza che le regalava una cavalcata. Una sensazione e un legame che le mancano profondamente. L’inizio della poesia racconta proprio una corsa sfrenata e liberatoria, dove persona e natura si fondono e finalmente Plath riprende fiato dopo l’estenuante pesantezza della vita durante il giorno. Ariel però è anche spirito intrappolato da Calibano nella “Tempesta” di Shakespeare. Una dimostrazione della personalità della poetessa, viva e potente ma soffocata dal dolore che la tormenta. Una sorta di richiesta di aiuto mai colta.

“Febbraio”, la poesia di Pasternak che racconta il legame tra emozioni e stagioni-1201-568

“Febbraio”, la poesia di Pasternak che racconta il legame tra emozioni e stagioni

“Febbraio” è una poesia di Boris Pasternak scritta nel 1912 e pubblicata nella raccolta “Il gemello delle nuvole” del 1914

 

Sylvia Plath

Sylvia Plath nacque a Boston il 27 ottobre del 1932. Dimostrò un talento precoce, pubblicando la sua prima poesia all’età di otto anni. Nello stesso anno, suo padre subì l’amputazione di una gamba e morì in seguito alle complicazioni di un diabete mellito diagnosticato troppo tardi, il 5 ottobre 1940. La perdita del padre lasciò un segno indelebile nella vita della poetessa. Sylvia Plath soffrì durante tutta la sua vita adulta per una grave forma di depressione ricorrente tra periodi di intensa vitalità. Il 26 Agosto 1953 tentò per la prima volta il suicidio. A Cambridge, conobbe il poeta inglese Ted Hughes che sposò nel 1956. Ebbero due figli, ma divorziarono nel 1962. Sylvia Plath si suicidò l’11 febbraio 1963.

 

© Riproduzione Riservata