Catcalling

Torino, le molestie verbali finiscono sull’asfalto

A Torino un gruppo di studentesse ha deciso di scrivere per le strade della città le molestie verbali che una donna ogni giorno deve subire
Torino, le molestie verbali finiscono sull'asfalto

MILANO – Ancora nel 2019 una donna non può camminare sola per strada, senza rischiare di ricevere frasi aggressive o fuori luogo, vere e proprie molestie verbali, da parte di uomini che si prendono il diritto di trattarla come un oggetto, senza rispetto e senza prestare la benché minima attenzione per la sua persona. Molto spesso le donne, di qualsiasi età, confessano di sentirsi in colpa per non essere riuscite a reggere lo sguardo o a reagire a queste molestie verbali. Un gruppo di studentesse di Torino decide di denunciare questo atteggiamento, aderendo a un’iniziativa nata a New York chiamata “Catcalls”.

Molestie e asfalto

Che belle gambe… mucho rispetto“, “Se vuoi una spalla a cui appoggiarti ce l’ho io qua, amore mio” e altre frasi del genere si possono leggere per le strade di Torino. Avete capito bene: sono frasi che le donne che osano camminare da sole di notte e di giorno si sentono dire da parte degli uomini, che le vedono come vittime da aggredire o deridere (anche se di simpatico non c’è assolutamente niente) anche solo verbalmente. Malvina Ghidetti e Giulia Grasso hanno deciso di aderire alla protesta pacifica di New York per denunciare il tormento che le donne ogni giorno devono mettere in conto di subire. Assurdo nel 2019. Seguite da altre studentesse, scrivono con gessetti colorati le molestie verbali raccolte da testimonianze vere. Lo scopo è quello di immortalare e rendere palese nero su bianco le parole e gli insulti, perché di questo si tratta, a cui una donna è costretta ogni giorno. 

Le ragazze ci scrivono e ci dicono di sentirsi in colpa, perché non sono riuscite a reagire a molestie verbali subite mentre passeggiavano da sole. Ci raccontano le loro storie, le frasi a sfondo sessuale, le attenzioni non volute e noi le scriviamo sulle strade della città dove sono state dette, per lasciarle impresse

Via: La Repubblica 

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