Subway therapy

Subway Therapy, a New York migliaia di post-it per esprimere se stessi

Migliaia di post-it dove chiunque può esprimersi e raccontarsi: è l'iniziativa Subway Therapy nella metropolitana di New York

MILANO – Se vi aggirate per la metropolitana di New York e vi imbattete in alcune stazioni con i muri pieni di migliaia di post-it, va tutto bene. Si tratta di Subway Therapy, l’iniziativa di Matthew Chavez che permette ai newyorchesi di raccontarsi sui muri della metropolitana grazie a dei coloratissimi post-it.

 

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Subway Therapy, the doctor is in

Tutti abbiamo in mente le celeberrime vignette dei Peanuts in cui Lucy avvia il suo  sportello di ascolto psicologico alla modica cifra di 5 cents. Ecco, Matthew Chavez è partito con un’idea simile: dare ai viaggiatori metropolitani uno spazio di dialogo e di confronto gratuito, dove chiunque possa fermarsi a scambiare due parole e ricevere conforto.

lucy peanuts subway therapy

Tutto è nato qualche anno fa, quando Matthew Chavez ha iniziato a portare un banchetto e due sedie in metro con il cartello “Secret keeper” (mantenitore di segreti). Aveva con sé un libro, su cui chi voleva poteva scrivere un pensiero, una confessione, un racconto. Il suo obiettivo era offrire un porto sicuro a chi non ha nessuno con cui parlare e non ha la possibilità di cercare aiuto professionale.

Quello che succedeva però, è che le persone più che scrivere avevano voglia di essere ascoltate, di parlare con lui e confidargli i propri segreti. Il successo è stato immediato, le persone erano entusiaste e continuavano a dirgli: “è fantastico, è come andare in terapia!”. Così, Matthew ha deciso di cambiare effettivamente il nome in Subway Therapy. Per qualche tempo è andata avanti così: un vero e proprio sportello psicologico di ascolto “alla Lucy Van Pelt”.

Subway therapy
Subway therapy

La svolta dei post-it

La svolta è avvenuta nel 2016, dopo le elezioni politiche che hanno portato Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. «Volevo raggiungere ancora più persone, e così ho deciso di portarmi dietro un blocco di penne, matite evidenziatori e un centinaio di post-it. Quel giorno il cartello esposto diceva “Express yourselves”». E i newyorchesi non si sono fatti pregare. Il responso è stato altissimo, più di 10.000 post-it attaccati ai muri della metropolitana di Union Square nei primi giorni e più di 50.000 nei mesi successivi. Migliaia di opinioni differenti, sentimenti contrastanti, pezzetti di vita raccontati su piccoli fogli di carta.

 

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Da quel giorno Matthew ha continuato a utilizzare l’espediente dei post-it, talvolta invitando i passanti a esprimersi, talvolta ponendo domande più precise come “Cosa ti è successo davvero quest’anno?” “Cosa ti rende orgoglioso?” “Cosa ti rende felice?” “Cosa ti muove davvero?

L’iniziativa si è diffusa in tante altre stazioni della metro, in altre città, in altri paesi. Le persone hanno tanta voglia di comunicare e raccontarsi, e non esitano a farlo se ne hanno l’occasione, racconta Matthew. «Mi piace pensare a Subway Therapy come a un posto dove le persone possano andare per pensare, guarire, e sentirsi connesse alla loro comunità. E se questo riesce ad accadere quando le persone sono sottoterra, immagino che possa aiutarle a sentirsi un po’ più leggere anche al di fuori della metropolitana».

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