Premio Iolanda, al via la seconda edizione del concorso dedicato al miglior libro di cucina

Taglia il traguardo del secondo anno il concorso letterario ispirato dalla signora Iolanda, un’istituzione della cucina tradizionale popolare del Salento
Premio Iolanda, al via la seconda edizione del concorso dedicato al miglior libro di cucina

MILANO – La sua passione per la cucina è cresciuta in lei dall’età di sette anni, da quando ha cominciato a cucinare nelle feste e per le famiglie del Salento. Una passione che sa dei sapori mediterranei della sua terra, come le ‘sagne incannulate’ e le pittule con verdure e la tradizionale paparina, la pianta del papavero tipica della zona. Una passione che si è tramandata nel tempo passando di generazione in generazione, fino a diventare ispirazione a chi della cucina ha fatto la sua ragione di vita diventandone musa. È la storia di Iolanda Ferramosca, un’autentica autorità della tradizione culinaria salentina ancora attiva tra i fornelli all’età di 84 anni, a cui è stato dedicato un premio letterario che porta il suo nome. Si tratta del Premio Iolanda, il primo concorso letterario dedicato esclusivamente ai libri di cucina e di ricette arrivato quest’anno alla seconda edizione.

I valori della cucina italiana

Ideato da Vera Slepoj e Davide Paolini, presidenti del Premio, insieme alla famiglia Giaccari, il premio vuole essere un attestato di merito rivolto agli scrittori ed a tutti coloro che, attraverso la pubblicazione di un libro, si impegnano a promuovere i valori legati al mondo ed alla tradizione della cucina italiana, un’eccellenza del made in Italy a livello internazionale e che tutto il mondo ci invidia. Dopo il successo dell’anno scorso, che ha visto la partecipazione di decine di case editrici e di scrittori provenienti da tutta Italia, il Premio torna mantenendo la sua missione: valorizzare la grande tradizione della cucina italiana e celebrare quel rituale che si tramanda di generazione in generazione.

Tesoro culturale da preservare

“Il Premio lolanda – afferma Vera Slepoj, presidente del Premio e della giuria –  vuole essere un tributo alla signora Iolanda ed al tempo stesso un modo per valorizzare la grande tradizione della cucina italiana e celebrare quelle ricette che sono un tesoro inalienabile della storia di ogni famiglia, tramandate e custodite gelosamente di generazione in generazione. Un tesoro culturale da preservare e celebrare con orgoglio.” “In Italia si pubblicano ogni anno centinaia di libri di cucina – dichiara il gastronauta e copresidente del Premio e della giuria Davide Paolini – e abbiamo ritenuto quindi doveroso pensare ad un riconoscimento che rendesse omaggio a questa fetta di letteratura ed in generale alla grande tradizione italiana di scrittori di libri di cucina e di ricette. Dopo il successo dell’anno scorso abbiamo voluto continuare il progetto, certi che la cucina è tra le fonte inesauribili di creatività e fantasia, tra i fornelli come sulle pagine di un libro.”

Come partecipare

Possono concorrere al Premio Iolanda tutte le case editrici italiane inviando un’opera ed un autore pubblicata tra il 1° gennaio 2018 e il 30 aprile 2019. Il contenuto è strettamente inerente alle ricette e alla cultura ad esse connesse, come storia, originalità, illustrazioni. Le case editrici possono inviare l’opera dal 7 marzo al 30 aprile 2019 all’indirizzo di ogni membro della giuria. A giudicare le opere letterarie saranno personalità ed eccellenze italiane legate al mondo della cultura e della cucina italiana come Carlo Cambi, Gianarturo Ferrari, Stefano Zecchi, Marina Valensise, Catena Fiorello, Silvio Perrella, Cettina Fazio Bonina, Helmut Failoni, Benedetto Cavalieri, Giuseppe Da Re, Laurent Chaniac, Bruno De Moura Cossio, Giuseppe Serracca Guerrieri, Alessandra Tedesco e Francesco Giaccari.

La premiazione

Il premio consiste in un’opera bronzea realizzata per l’occasione dal maestro Gianni Cudin. La cerimonia di premiazione è prevista il 13 luglio a Tricase, in provincia di Lecce, nella magnifica sede del Palazzo Gallone. La famiglia Giaccari ha da sempre avuto una particolare attenzione per il mondo letterario, tanto da dedicare parte della propria attività alla ristrutturazione del parco di Palazzo Comi a Lucugnano, dove viveva il poeta Girolamo Comi, poeta ed esoterista italiano del XX secolo.

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