“Noi”, l’horror sulla paura del doppio spiegata da Freud

Sapete perché abbiamo paura delle bambole? Freud lo spiega con la teoria della paura del doppio, il tema principale del nuovo horror "Noi"

MILANO – Esce oggi nelle sale “Noi”, il nuovo horror di Jordan Peele, quello stesso regista che l’anno scorso con “Get out” si è aggiudicato l’Oscar come migliore sceneggiatura originale. “Noi” è già un successo: ha fatto il miglior box-office di sempre negli Usa degli horror originali, sbancando ai botteghini e incassando oltre 130 milioni di dollari in tutto il mondo. Infatti la capacità e l’abilità di Peele è quello di trasformare le tensioni e le angosce quotidiane in qualcosa di surreale e di fantastico, appunto horror. È per questo che i suoi film piacciono così tanto: sono in grado di interpretare e portare all’estremo le paure di tutti.

La sinossi di “Noi”

La famiglia Wilson composta da mamma, interpretata dal premio Oscar Lupita Nyong’o, papà (Winston Duke) e due figli, va in vacanza al mare sulla costa della California. In seguito a una giornata trascorsa sulla spiaggia la famiglia vede sul vialetto della propria casa un gruppo di persone identiche a loro. Inizia quindi per i Wilson un incubo dovuto al loro doppio, inquietante, angosciante, perturbante

Il doppio

Il tema principale di portata sociale del film è quello che Sigmund Freud definì “Il perturbante“, come l’omonimo libro da lui scritto del 1919. Freud riflette a fondo su questo sentimento, analizzando anche i racconti di E. T. A. Hoffman, che lui chiama “il maestro indiscusso del perturbante in letteratura”. Nei suoi romanzi, in particolare in L’uomo della sabbia, lo scrittore descrive come proprio le cose in cui riconosciamo qualcosa di familiare spesso ci fanno sentire a disagio, poiché non capiamo fino a che punto le conosciamo e possiamo fidarci: per esempio Hoffman riflette sul fatto che un oggetto, come un manichino o una bambola, che ci rimanda immediatamente a un corpo umano, ci faccia dubitare sulla sua natura di essere animato o inanimato. Così Freud, partendo proprio da queste considerazioni dello scrittore, concepisce il concetto di Doppelgänger, ossia del “doppio” malefico che minaccia e atterrisce gli uomini. Perciò il fondatore della psicanalisi definisce così il Perturbante: si tratta della paura che si verifica quando una cosa o una persona la percepiamo familiare ed estranea, provando confusione ed estraneità. Quanto possiamo fidarci? Quanto conosciamo il nostro simile? Sono queste le domande che i protagonisti di “Noi” si domandano non appena entrano a contatto con i loro doppi. Ed è una sensazione, un sentimento molto comune, che proviamo quotidianamente.

Il trailer

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