“La grande bellezza” di Sorrentino è il film che celebra l’autenticità

Perla del cinema italiano è "La grande bellezza" di Sorrentino, il film ambientato a Roma in cui il protagonista cerca l'autentica bellezza

MILANO – Roma, Roma, Roma… esiste una città più bella, più luminosa, più calda, più seducente? Difficile trovarne una che abbia la stessa cultura, la stessa peculiarità, la stessa bellezza che lascia senza parole. La città indefinibile e ineffabile. Ecco, Paolo Sorrentino ha voluto dedicarle un film, e che film: La grande bellezza, film del 2013 , si è aggiudicato l’Oscar come miglior film straniero nel 2019. Con attori del calibro di Toni Servillo nei panni del protagonista Jep Gambardella, e Carlo Verdone, Sorrentino, con la sua ormai facilmente decodificabile poetica, ricerca la bellezza e l’autenticità.

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Roma

Nel film “La grande bellezza” Roma è lo scenario, ma al tempo stesso è la protagonista. Eterea, luminosa, scintillante, segreta, misteriosa, seducente, ma anche indifferente alle vicende che si svolgono tra le sue strade e tra i suoi quartieri. Roma emerge con tutta la sua bellezza dai tramonti, dal fiume Tevere, dai palazzi antichi in cui vivono le ricche principesse, dai giardini segreti, dai monumenti che trasudano storia e cultura. Questa Roma ricca di valori però ha seconda faccia: la mondanità vuota e superficiale che, irrequieta, si muove, come in una sfilata carnevalesca, dalle terrazze panoramiche, ai palazzi, ai party sfrenati.

Il personaggio di Jep Gambardella

Cercavo la grande bellezza. Non l’ho trovata

Il personaggio di Jep Gambardella è stato costruito a tutto tondo, costruito in ogni minuto dettaglio: è il protagonista grazie a cui possiamo guardare la città in modo oggettivo. Immerso nella baraonda barocca dei party e dell’eccesso, Jep si muove con disinvoltura in questo mondo mondano, dal momento che lui stesso attorno a cui tutto quella realtà ruota: “Non volevo essere semplicemente un mondano, volevo diventare il re dei mondani. Io non volevo solo partecipare alla feste, io volevo avere il potere di farle fallire!“. A differenza delle starlette, delle modelle, dei criminali d’alto borgo, degli artisti, dei prelati, degli intellettuali veri o presunti, Jep cerca di superare quella barriera di superficialità e intraprende un viaggio alla ricerca della “grande bellezza”, dell’autenticità, della purezza. Sì, perché nella città della bellezza suprema non è semplice incontrarla: nella mondanità i rapporti sono inconsistenti, non esistono i valori. Jep, dopo una grande delusione amorosa, lascia che la vuotezza e la superficialità riempiano le sue ferite, ma ad un certo punto decide di ritrovare la vera bellezza.

 

 

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