Giorno della memoria e giorno del ricordo. Cosa dire a un bambino?

Se un bambino dovesse domandarvi quale sia la differenza tra il giorno della memoria (27 gennaio) e il giorno del ricordo (10 febbraio) cosa rispondereste?
Giorno della memoria e giorno del ricordo. Cosa dire a un bambino ?
Unsplash

Se un bambino dovesse domandarvi quale sia la differenza tra il giorno della memoria (27 gennaio) e il giorno del ricordo (10 febbraio) cosa rispondereste? Che esistono due diversi tipi di memoria? Onestamente non penso che sarebbe una risposta troppo convincente.

Forse potreste provare a spiegargli la differenza tra ricordo e memoria, ma purtroppo non esiste. Hanno lo stesso significato. Forse potreste provare a spiegargli la differenza tra un morto a Birkenau e un morto a Basovizza. Ma non esiste neppure questa.Da una parte il piano mirava all’eliminazione dell’etnia ebraica e non solo, dall’altra all’eliminazione dell’etnia italiana nell’ambito dell’esodo istriano. Stessa lucida follia.

Forse dovreste spiegare a quel bambino che a volte i grandi piangono da un occhio solo e che questo non è bello. Forse dovreste chiedergli scusa per quanto poco noi “grandi” abbiamo compreso in tema di pace e rispetto dell’altro. Sarebbe fantastico potergli dire che la guerra ha insegnato tante cose e che il rancore è stato sepolto nella terra di nessuno, ma purtroppo gli direste una bugia.

Però potrei dirgli quello che penso io, e cioè che i giorni del ricordo e della memoria sono ogni giorno dell’anno. La memoria, quando si parla di genocidi non indossa una divisa. La memoria è nuda. La bandiera del ricordo non ha colori, è bianca e non serve per avvolgere le bare dei morti. Questo significa dare un senso al ricordo o alla memoria. Se a distanza di quasi un secolo continuiamo a coltivare rancori che dividono, a separare i morti, a classificare il dolore in base alle gabbie ideologiche, possiamo anche avere la memoria di un elefante, ma non sarà certo questa a far cambiare l’umanità.

Luca Pagliari

© Riproduzione Riservata