“Che coss’è l’amor” di Vinicio Capossela e i mille volti dell’amore

Vinicio Capossela chiede più punti di vista riguardo all'amore nella sua canzone famosissima "Che coss'è l'amor"
Che coss'è l'amor di Vinicio Capossela e i mille volti dell'amore
MILANO – Che cos’è l’amore? è la domanda che tutti si pongono senza effettivamente trovare una risposta, proprio perché l’amore è soggettivo ed è un sentimento troppo vasto per poter essere esaudito con una semplice risposta. Scrittori, poeti, artisti però non si sono arresi e hanno sempre cercato di rispondere. Uno di questi è Vinicio Capossela, il cantautore nato ad Hannover in Germania, ma cresciuto in Italia e legatissimo alle sue origini meridionali, autore anche del libro Il paese dei coppoloni, che in una delle sue canzoni più famose, Che coss’è l’amor, uscita nel 1994 nell’album Camera a Sud, ricerca il significato dell’amore, in un modo tutto particolare. 

Vari punti di vista

Vinicio Capossela cerca e ricerca la definizione dell’amore, prendendo in considerazione i punti di vista di vari personaggi appartenenti al mondo popolare, perseguendo quindi una linea più terra terra, piuttosto che aulica e ispirata a valori assoluti. Forse è questa l’intenzione di Capossela: dimostrare proprio che l’amore è talmente vasto che tutti, perfino una porta, o una prostituta, potrebbero dire qualcosa a riguardo, di personale e di autentico allo stesso tempo. I punti di vista sull’amore sono infiniti e tutti necessari. Che tu sia un principe, o che tu sia una guardarobiera, o che tu trascorra moltissimo tempo in una taverna a bere e a fruire di una vita godereccia, tutti possono parlare d’amore, e non si sbaglierebbero.
Il cantautore, premiato più volte dal Club Tenco, chiede al vento, ad un’amaca che hanno visto con i loro occhi storie d’amore che cosa si intenda per amore; lo domanda anche alla “guardarobiera nera”, che passa molto tempo a spiare gli innamorati, guardando il mondo al di là del suo romanzo rosa.

Chiedilo alla porta
Alla guardarobiera nera
E al suo romanzo rosa
Che sfoglia senza posa
Al saluto riverente
Del peruviano dondolante
Che china il capo al lustro
Della settima Polàr

Anche “Il re della cantina” si sente interpellato, il quale cammina e volteggia tutta la notte cercando il suo amore danzando, metafora della vita stessa.

Ahi, permette signorina
Sono il re della cantina
Volteggio tutto crocco
Sotto i lumi
Dell’arco di San Rocco
Ma s’appoggi pure volentieri
Fino all’alba livida di bruma
Che ci asciuga e ci consuma

Il testo

Che cos’è l’amor
Chiedilo al vento
Che sferza il suo lamento sulla ghiaia
Del viale del tramonto
All’ amaca gelata
Che ha perso il suo gazebo
Guaire alla stagione andata all’ombra
Del lampione san soucì
Che cos’è l’amor
Chiedilo alla porta
Alla guardarobiera nera
E al suo romanzo rosa
Che sfoglia senza posa
Al saluto riverente
Del peruviano dondolante
Che china il capo al lustro
Della settima Polàr
Ahi, permette signorina
Sono il re della cantina
Volteggio tutto crocco
Sotto i lumi
Dell’arco di San Rocco
Ma s’appoggi pure volentieri
Fino all’alba livida di bruma
Che ci asciuga e ci consuma
Che cos’è l’amor
È un sasso nella scarpa
Che punge il passo lento di bolero
Con l’amazzone straniera
Stringere per finta
Un’estranea cavaliera
È il rito di ogni sera
Perso al caldo del pois di san soucì
Che cos’è l’amor
È la Ramona che entra in campo
E come una vaiassa a colpo grosso
Te la muove e te la squassa
Ha i tacchi alti e il culo basso
La panza nuda e si dimena
Scuote la testa da invasata
Col consesso
Dell’amica sua fidata
Ahi, permette signorina
Sono il re della cantina
Vampiro nella vigna
Sottrattor nella cucina
Son monarca e son boemio
Se questa è la miseria
Mi ci tuffo
Con dignità da rey
Che cos’è l’amor
È un indirizzo sul comò
Di unposto d’oltremare
Che è lontano
Solo prima d’arrivare
Partita sei partita
E mi trovo ricacciato
Mio malgrado
Nel girone antico
Qui dannato
Tra gli inferi dei bar
Che cos’è l’amor
È quello che rimane
Da spartirsi e litigarsi nel setaccio
Della penultima ora
Qualche Estèr da Ravarino
Mi permetto di salvare
Al suo destino
Dalla roulotte ghiacciata
Degli immigrati accesi
Della banda san soucì
Ahi, permette signorina
Sono il re della cantina
Vampiro nella vigna
Sottrattor nella cucina
Son monarca son boemio
Se questa è la miseria
Mi ci tuffo
Con dignità da rey
Ahi, permette signorina
Sono il re della cantina
Volteggio tutto crocco
Sotto i lumi dell’arco di San Rocco
Son monarca son boemio
Se questa è la miseria
Mi ci tuffo
Con dignità da rey
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