Aisha

Il significato di “Aisha”, il nuovo nome di Silvia Romano

Silvia Romano si è convertita all'Islam dopo un percorso di fede spontaneo e adesso si chiama Aisha. Ecco il significato del nome secondo la tradizione araba
Il significato di "Aisha", il nuovo nome di Silvia Romano

Silvia Romano si è convertita all’Islam e adesso si chiama Aisha, come la moglie favorita di Maometto. La volontaria milanese di 25 anni rapita in Kenya il 20 novembre del 2018 è stata liberata sabato scorso. Come lei stessa ha raccontato, il suo percorso di conversione è avvenuto in libertà. Ma qual è il significato del nome scelto, Aisha?

Il significato del nome in arabo

Il nome deriva dall’arabo عائشة (ʿĀʾisha), che vuol dire “viva”, “vivente”, ed è quindi analogo per significato ai nomi Vivo, Viviana, Živa e Zhivko. Nella tradizione islamica Aisha era la terza moglie di Maometto, che dopo la sua morte andò in guerra contro il califfo Ali, venendo sconfitta. Nella tradizione islamica è sempre stato un nome diffuso, anche se è il suo uso è incrementato particolarmente dagli anni settanta. La diffusione in lingua inglese del nome cominciò negli anni 1970, forse per la popolarità della principessa Aisha di Giordania, e venne reso ancor più celebre dopo che Stevie Wonder lo diede a sua figlia nel 1975.

La moglie di Maometto

Il nome è un omaggio ad Aisha bint Abi Bakr, figlia di Abu Bakr, primo califfo dell’islam. Aisha è stata anche la più importante delle spose di Maometto. Secondo quanto riportato dal testo islamico, Maometto, all’epoca 50enne, sposò la donna per superare il lutto della amata moglie Khadija nel 619. Secondo alcuni studiosi dell’islam  l’età di Aisha al momento delle nozze si attesterebbe in una fascia che va dai 14 ai 24 anni e una parte degli studi colloca l’età di Aisha al momento delle nozze a 19 anni. La donna divenne, secondo i testi dell’islam, la favorita di Maometto. Il legame tra Maometto e la sposa proseguì anche dopo la morte del profeta. Secondo la tradizione, Maometto venne sepolto al momento della sua morte nella “camera di Aisha”, all’interno della sua stanza. Lì sarebbe stata tratta la Moschea del Profeta. 

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