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Perché si dice “Paesi frugali”. Significato ed etimologia

"Paesi frugali" è una recente espressione coniata dalla stampa italiana per indicare un gruppo di quattro paesi. Ma cosa vuol dire esattamente?
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“Paesi frugali” è una recente espressione coniata dalla stampa italiana per indicare un gruppo di quattro paesi: Austria, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia. Si tratta di paesi dalle economie molto simili, piccole, efficienti e pronte ad approfittare del mercato interno europeo, che in ambito comunitario stanno contrastando grandi paesi come Germania, Francia e Italia .Ma che cosa vuol dire esattamente “paesi frugali”? E siamo sicuri che sia un’espressione corretta?

Perché si dice “paesi frugali”

L’espressione “paesi frugali” nasce in realtà da una cattiva traduzione dell’omologo inglese “frugal countries”. Infatti, non sempre è possibile procedere alla traduzione letterale di un’espressione, dal momento che la lingua tende talvolta delle trappole. Stiamo parlando dei cosiddetti “falsi amici”, o “false friends”, ovvero parole che, pur presentando una somiglianza fonetica o morfoligica, hanno assunto significati divergenti. Un esempio è costituito dalla parola “parents” che in inglese significa “genitori” e non un generico “parenti”, come ci verrebbe da tradurre istintivamente in italiano.

Che cosa vuol dire “frugal” in inglese

In inglese, se riferito a cibo, “frugal” vuol dire semplice, poco costoso. In questo senso può anche implicare moderazione nel consumo, come in italiano, che è sinonimo di “parco”, “sobrio”. Se invece descrive un comportamento o uno stile di vita, in inglese il termine assume un’accezione assente in italiano. Vuol dire “parsimonioso”, “economo”, “attento alle spese”. Ecco, dunque, perché si parla di “frugal countries” e perché non sarebbe traducibile letteralmente con l’espressione “paesi frugali”.

 

 

 

 

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