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Perché si dice “martedì grasso”? Origine e tradizioni del Carnevale

Da dove proviene il nome del giorno principale legato alle celebrazioni del Carnevale, il cosiddetto “martedì grasso“?

Il Carnevale è una delle feste più amate dell’anno. Una ricorrenza attesa soprattutto dai bambini, i quali possono travestirsi dai loro personaggi più amati. Oltre ad una connotazione più mondana, il Carnevale ha anche una connotazione religiosa. Con il martedì Grasso si chiudono i 7 giorni “grassi” di Carnevale, durante i quali si tengono molte sfilate in maschere e vari scherzi carnevaleschi, quest’anno annullate o rinviate a causa delle restrizioni anti-Covid. Ma dove proviene il nome della giornata principale di festa, il cosiddetto “martedì grasso“?

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Il Carnevale

Il Carnevale per la Chiesa Cattolica indica il periodo che precede i quaranta giorni di Quaresima, che a loro volta precedono la Pasqua. Se la Quaresima è un periodo di pentimento e intensa preghiera che serve per prepararsi spiritualmente alla festa più importante dell’anno, il periodo che la precede è l’esatto opposto. I festeggiamenti del Carnevale, un periodo di gioia e divertimento, culminavano tradizionalmente il martedì, giorno che precede il “Mercoledì delle Ceneri” il primo giorno di Quaresima.

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Perché si dice “martedì grasso”

Il martedì che conclude le festività legate al Carnevale si chiama martedì grasso  perché era abitudine consumare in questo giorno gli ultimi cibi gustosi e succulenti rimasti in dispensa. Non solo la carne, tradizionalmente considerata un cibo ricco, ma anche i dolci tipici del periodo e che variano da regione a regione. Il loro alto contenuto di zuccheri li rende alimenti detti, appunto, “grassi”. Il martedì grasso è, quindi, il giorno in cui culminano i festeggiamenti in maschera e la preparazione dei dolci di Carnevale. A fare eccezione è Milano, città che tradizionalmente segue il calendario gregoriano e che fa scalare l’inizio della Quaresima di una settimana festeggiando quindi il Carnevale durante il sabato grasso.

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