Perché si dice...

Perché si dice “combattere contro i mulini a vento”

Continua il nostro viaggio per scoprire le curiosità legate all'origine delle parole e dei modi dire. Questa volta andiamo nella Spagna del Seicento con Don Chisciotte della Mancia...

L’espressione “combattere contro i mulini a vento” viene usata per indicare una lotta vana, contro qualcosa che non esiste, un’illusione che vive soltanto nella nostra immaginazione. Ed è proprio a partire dal fatto che la realtà contro cui lottiamo non esiste che, di conseguenza, non potremo mai vincere. Nessuno può vincere contro un’illusione. Ma da dove deriva questa particolare espressione della nostra lingua?

Un antico modo di dire

Le risposte alle nostre domande si trovano tutte nei libri. Questa volta andiamo a pescare in quel pesante tomo nato nel XVII secolo dalla penna di Miguel de Cervantes: il Don Chisciotte della Mancia. Protagonista del romanzo picaresco di Cervantes è Don Chisciotte, un personaggio bizzarro che aspira a restaurare la giustizia nel mondo emulando gli eroi dei romanzi cavallereschi, eroi di una realtà tramontata, ma in cui egli crede fermamente. 

La lotta contro i mulini a vento

Uno degli episodi più celebri del romanzo di Cervantes è quello in cui l’eroe, scambiando due mulini a vento per due giganti che stanno per compiere azioni malvagie nei confronti della sua amata Dulcinea, decide di sfidarli a duello. 

Detto questo, diede de’ sproni a Ronzinante, senza badare al suo scudiere, il quale continuava ad avvertirlo ch’erano fuor d’ogni dubbio mulini da vento e non giganti quelli che andava ad assaltare. Ma tanto s’era egli fitto in capo che fossero giganti che non udiva più le parole di Sancio, nè per avvicinarsi arrivava a discernere che cosa fossero realmente; anzi gridava a gran voce: “Non fuggite, codarde e vili creature, chè un solo è il cavaliere che viene con voi a battaglia. In questo levossi un po’ di vento per cui le grandi pale delle ruote cominciarono a moversi; don Chisciotte soggiunse: “Potreste agitare più braccia del gigante Briarèo, chè me l’avete pur da pagare. Ciò detto, e raccomandandosi di tutto cuore alla Dulcinea sua signora affinchè lo assistesse in quello scontro, ben coperto con la rotella, e posta la lancia in resta, galoppando quanto poteva, investì il primo mulino in cui s’incontrò e diede della lancia in una pala. 

 

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