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Perché si dice “anno bisestile”

Nella tradizione popolare l'anno bisestile sarebbe foriero di sventure, secondo il detto "anno bisesto, anno funesto". Ecco l'origine della parola bisestile
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Il 2020, come succede ogni 4 anni, è un anno “bisestile”, cioè in cui i giorni sono 366 invece di essere i canonici 365. Ma perché si aggiunge un giorno in più ogni 4 anni? E qual è l’origine della parola “bisestile”?

La spiegazione scientifica

La storia dell’anno bisestile, detto anche bisesto, risale ai tempi dell’antica Roma ed è un accorgimento utilizzato in quasi tutti i calendari solari, come quelli giuliano e gregoriano, per evitare lo slittamento delle stagioni. Ogni anno dura esattamente 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi: le ore e i minuti residui ogni anno formano un giorno in più, che si aggiunge ogni 4 anni in coda al mese di febbraio, che diventa di 29 giorni.  Si accumulano quindi ogni 4 anni 24 ore di differenza fra l’anno reale, quello cioè dettato dalla posizione del Sole rispetto alla Terra, e il nostro calendario civile. Se non venisse introdotto l’anno bisestile con tale frequenza, in pochi anni il modo con cui regoliamo il passare del tempo e delle stagioni inizierebbe a presentare degli sfasamenti. 

L’origine della parola bisestile

Il termine bisestile viene dal latino “bisextus e vuol dire “bisesto”, ovvero “due volte sesto”. Il nome è legato al calendario dell’epoca, quello romano, che prevedeva l’usanza di contare due volte il sesto giorno prima delle calende di marzo, equivalente all’attuale 24 febbraio, allungando così di un giorno la durata dell’anno. Nel calendario romano le calende  indicavano il primo giorno del mese, le none erano il quinto giorno e le idi il tredicesimo giorno. All’epoca il calendario era legato il ciclo lunare e cominciava con il novilunio, anche detto Luna nuova, ovvero quando in cielo si poteva scorgere la luna piena. Le calende non corrispondevano sempre al novilunio, visto che in quel caso ogni mese sarebbe dovuto durare 29,5 giorni. Da qui il motivo l’introduzione della parola “bisestile”: il sest’ultimo giorno di febbraio, che all’epoca era un mese di trenta giorni, veniva anche chiamato il sesto giorno avanti al primo giorno di marzo. Dunque ogni quattro anni gli veniva affiancato un altro giorno, che veniva chiamato “secondo sesto”. Per abbreviazione il termine è stato sostituito con “bisesto”, da qui l’aggettivo “bisestile”.

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