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Origine della punteggiatura, storia ed evoluzione del punto esclamativo

Storia della nascita e dell'evoluzione dell'utilizzo del punto esclamativo. Dall'antichità a giorni nostri.

Tutti conosciamo il segno di punteggiatura che indica l’esclamazione, ma in pochi sanno che all’inizio la punteggiatura e gli spazi tra le parole non esistevano. I segni grammaticali che oggi diamo per scontati hanno una lunga evoluzione. Nell’antichità i testi delle culture fenicia, ebraica, greca e romana avevano frasi composte da parole accostate senza interruzioni. Oggi gli studiosi chiamano questo tipo di scrittura “scriptio continua”. Solo successivamente sono stati introdotti i segni di punteggiatura. Vediamo in questo caso come si è evoluto il punto esclamativo secondo il sito americano Book Riot.

La nascita della punteggiatura e del punto esclamativo

A partire dal VI secolo d.C., gli scrittori adottarono convenzioni come la spaziatura e la punteggiatura in risposta al crescente numero di lettori. Queste modifiche non solo hanno reso i manoscritti più facili da leggere, ma hanno anche controllato e salvaguardato il significato dei testi. Non si ha la certezza di come si sia arrivati alla nascita del punto esclamativo, se derivi dal punto interrogativo o meno o ancora se si sia sviluppato durante le oratorie dell’ars dictandi del Trecento. Quello che sappiamo di certo è che il punto esclamativo nacque proprio in Italia, per la precisione ad Urbisaglia, poco distante da Macerata. Verso la fine del XIV secolo d.C. infatti, il poeta Iacopo Alpoleio da Urbisaglia affermò di aver inventato questo segno che chiamò “punctus admirativus” e lo classificò all’interno del suo “De ratione punctandi” insieme agli otto segni grammaticali presi in esame nel testo.

 

L’evoluzione del punto esclamativo

Nel XVIII sec. Lo scrittore James Hoy ha ufficialmente differenziato il segno di ammirazione e quello di esclamazione. Il primo indicava situazioni di estasi, stupore e meraviglia, il secondo di disgusto, dolore e rabbia. Questa distinzione iniziò a svanire nel XIX secolo quando l’esclamazione prese il sopravvento sull’ammirazione. I libri di grammatica ne sconsigliavano l’utilizzo in quanto segno di scrittura indisciplinata e poco professionale. Oggi la comunicazione online sta rapidamente cambiando l’uso del punto esclamativo e il suo significato.

 

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