Lingua italiana: si scrive e si dice sopratutto o soprattutto?

10 Gennaio 2026

Scopriamo assieme qual è, secondo le norme della lingua italiana, la grafia corretta: soprattutto, con due doppie, o sopratutto, con una sola doppia.

Lingua italiana: si scrive e si dice sopratutto o soprattutto?

Tra i dubbi ortografici più frequenti della lingua italiana, la corretta scrittura di “soprattutto” occupa un posto di rilievo. Si tratta di un errore che attraversa tutte le generazioni e livelli di istruzione: è corretto scrivere “sopratutto” con una sola “t” o “soprattutto” con la doppia? La risposta è inequivocabile, ma comprendere le ragioni linguistiche alla base della forma corretta può aiutare a memorizzarla definitivamente e a capire meglio i meccanismi della nostra lingua.

La forma corretta: soprattutto

La grafia corretta è soprattutto, con due “t”. Questa è l’unica forma accettata dalla norma ortografica italiana e registrata in tutti i dizionari della lingua italiana, dal Vocabolario Treccani al Dizionario Italiano Sabatini-Coletti, dal GRADIT (Grande Dizionario Italiano dell’Uso) allo Zingarelli. La forma “sopratutto”, con una sola “t”, è considerata un errore ortografico da evitare in qualsiasi contesto, sia formale che informale.

L’origine della confusione

Per comprendere perché questo errore sia così diffuso, è necessario analizzare la formazione della parola. “Soprattutto” è un avverbio composto da tre elementi:

  • sopra: preposizione che indica posizione superiore
  • tutto: aggettivo/pronome indefinito
  • a: preposizione articolata che funge da collegamento

La parola si è formata per univerbazione, ovvero attraverso la fusione di più parole originariamente separate (“sopra a tutto”) in un’unica unità lessicale. Questo processo è molto comune in italiano e ha dato origine a numerose parole composte come “dappertutto”, “davvero”, “tuttavia”, “eppure”.

La chiave per comprendere la doppia “t” sta nel fatto che la preposizione “a” si è conservata all’interno della parola composta. Non si è verificata, come in altri casi, una caduta o assimilazione fonetica. La sequenza originaria “sopra a tutto” ha mantenuto tutti i suoi elementi nella forma scritta, producendo “sopr-a-tutto”, dove la “a” finale di “sopra” si unisce alla “t” iniziale di “tutto”, creando il nesso “-at-” seguito da “tutto” con la sua “t” iniziale: da qui “soprattutto”.

Il confronto con altre parole composte

Per rafforzare la memorizzazione della forma corretta, è utile confrontare “soprattutto” con altre parole composte simili:

Dappertutto: anche questa parola si scrive con la doppia “t”. La sua formazione è analoga: “da per tutto” → “dappertutto”. La preposizione “per” si è fusa con “da” e “tutto”, conservando la doppia consonante.

Tuttavia: in questo caso abbiamo “tutto” + “via”, ma la fusione ha prodotto una sola “t” perché non c’è una preposizione intermedia che generi il raddoppiamento.

Difatti: formato da “di” + “fatti”, mantiene una sola “f” perché non c’è elemento intermedio.

Il pattern che emerge è chiaro: quando nella composizione è presente un elemento che termina con una vocale seguita da una parola che inizia con “t”, e c’è una preposizione articolata o un elemento intermedio, si produce spesso il raddoppiamento consonantico.

La frequenza dell’errore

Nonostante la chiarezza della norma, l’errore “sopratutto” è estremamente diffuso. Una rapida ricerca su internet, sui social media o persino in testi non sottoposti a revisione editoriale rivela migliaia di occorrenze della forma scorretta. Questa diffusione massiccia dell’errore può essere attribuita a diversi fattori:

Interferenza fonetica: nella pronuncia veloce e colloquiale, la doppia “t” può essere meno percepibile, portando alcuni scriventi a credere che una sola “t” sia sufficiente.

Ipercorrettismo al contrario: alcuni parlanti, consapevoli che in italiano esistono molte parole con consonanti doppie, possono paradossalmente semplificare ritenendo che “sopratutto” sia la forma più “logica”.

Analogia errata: la somiglianza con “sopra tutto” (scritto separato, che pure esiste con significato leggermente diverso) può indurre a pensare che basti aggiungere semplicemente “sopra” a “tutto” senza considerare la preposizione intermedia.

Mancanza di automatismo: a differenza di errori più stigmatizzati (come “qual’è” con l’apostrofo), l’errore “sopratutto” non è sempre immediatamente identificato come grave, e quindi non si crea un automatismo correttivo altrettanto forte.

Le conseguenze dell’errore nella lingua italiana

Scrivere “sopratutto” invece di “soprattutto” può avere conseguenze diverse a seconda del contesto:

In contesti formali (esami, concorsi, comunicazioni professionali, articoli giornalistici): l’errore è considerato grave e può compromettere la credibilità dello scrivente, suggerendo scarsa padronanza della lingua italiana.

In contesti informali (messaggi, social media, comunicazioni private): l’errore è meno stigmatizzato ma resta comunque un segnale di imprecisione ortografica.

Nei testi sottoposti a correzione automatica: molti correttori ortografici segnalano immediatamente “sopratutto” come errore, offrendo la correzione automatica in “soprattutto”.

Consigli mnemonici per ricordare la grafia corretta

Per memorizzare definitivamente la forma corretta, si possono utilizzare diverse strategie:

Strategia etimologica: pensare alla formazione “sopra-a-tutto” aiuta a visualizzare la presenza della preposizione “a” che giustifica la doppia “t”.

Associazione con “dappertutto”: ricordare che entrambe le parole hanno la doppia “t” crea un’associazione mnemonica utile.

Scomposizione mentale: prima di scrivere la parola, scomporla mentalmente in “sopra” + “a” + “tutto” per verificare la presenza di tutti gli elementi.

Pratica consapevole: prestare particolare attenzione ogni volta che si scrive questa parola, fino a rendere automatica la forma corretta.

Il significato e l’uso di “soprattutto”

Dal punto di vista semantico, “soprattutto” è un avverbio che significa “principalmente”, “specialmente”, “in particolare”, “più di ogni altra cosa”. Viene utilizzato per dare enfasi a un elemento specifico all’interno di un discorso, indicando una priorità o un’importanza maggiore rispetto ad altri elementi.

Esempi:

  • “Mi piacciono i romanzi, soprattutto quelli storici”
  • “È importante studiare, ma soprattutto capire ciò che si studia”
  • “Dobbiamo essere prudenti, soprattutto in questo periodo”

È interessante notare che esiste anche la forma separata “sopra tutto”, scritta in due parole, che mantiene il significato letterale di “al di sopra di tutto” in senso spaziale o figurato, ma è molto meno comune dell’avverbio univerbato.

La questione della grafia corretta di “soprattutto” rappresenta un esempio emblematico di come la conoscenza dell’etimologia e della formazione delle parole possa aiutare a evitare errori ortografici. La forma corretta è inequivocabilmente “soprattutto”, con due “t”, derivante dalla fusione di “sopra”, “a” e “tutto”. Nonostante la diffusione dell’errore “sopratutto”, è fondamentale attenersi alla norma ortografica, soprattutto (con due “t”!) in contesti formali e professionali. La lingua italiana, con le sue regole precise ma comprensibili, richiede attenzione e cura, e padroneggiare l’ortografia corretta è segno di rispetto verso chi legge e verso la lingua stessa.

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