Lingua italiana: si dice “manifestamente” o “manifestatamente”?

4 Gennaio 2026

Scopriamo tramite questo articolo qual è la pronuncia e la grafia corretta dell'avverbio della lingua italiana: manifestamente o manifestatamente?

Lingua italiana: si dice "manifestamente" o "manifestatamente"?

Il dubbio tra “manifestamente” e “manifestatamente” è uno di quei casi in cui la lingua italiana mostra con chiarezza il suo carattere storico e stratificato. Non si tratta soltanto di scegliere tra due avverbi simili, ma di comprendere quale forma sia realmente legittima, in quali contesti, e perché una delle due sia oggi percepita come corretta mentre l’altra appare arcaica, rara o addirittura sospetta. Questo tipo di incertezza nasce spesso dall’incontro fra l’italiano contemporaneo e l’italiano delle origini, in particolare quello di Dante.

Avverbi e lingua italiana

Partiamo dalla constatazione più semplice: nell’italiano moderno e corrente l’avverbio corretto è “manifestamente”. È la forma viva, registrata nei dizionari dell’uso, impiegata tanto nella lingua parlata quanto in quella scritta, con il significato di “chiaramente”, “evidentemente”, “in modo palese”. Dire “è manifestamente falso”, “si tratta manifestamente di un errore” non solleva alcun dubbio normativo.

La forma “manifestatamente”, invece, non appartiene all’italiano contemporaneo. Non è un semplice sinonimo alternativo, né una variante moderna: è una forma storica, attestata soprattutto nella prosa di Dante, in particolare nella Vita Nuova e nel Convivio, e quasi esclusivamente lì. Proprio per questo motivo, il dubbio tra le due forme non nasce dall’uso attuale, ma dalla lettura dei testi antichi, dove “manifestamente” compare con un valore e una frequenza particolari.

Nei passi citati — “sì che appare manifestamente”, “secondo che manifestamente appare”, “vedemo manifestamente che tre via tre fa nove” — Dante utilizza “manifestamente” in modo ricorrente, spesso in chiusura di un ragionamento, come sigillo logico di una dimostrazione. L’avverbio ha qui un valore fortemente argomentativo: equivale a “come risulta in modo evidente”, “come si può chiaramente dedurre”. Non è soltanto un rafforzativo espressivo, ma uno strumento di connessione razionale.

Dal punto di vista morfologico, “manifestamente” è formato in modo perfettamente regolare: deriva dall’aggettivo manifesto tramite il suffisso -mente, che in italiano forma avverbi di modo. È la stessa struttura di “chiaramente”, “evidentemente”, “certamente”. Nulla di strano, dunque, nella sua forma. Ciò che colpisce è semmai la sua forte concentrazione in determinati testi danteschi e la sua funzione quasi tecnica all’interno della prosa filosofica e dimostrativa.

La forma “manifestatamente”, invece, segue un altro percorso. Essa deriverebbe non direttamente da “manifesto”, ma dal participio o dall’idea di un verbo sottinteso (manifestare), con l’aggiunta del suffisso -atamente. Questo tipo di formazione, in italiano antico, non era raro: basti pensare a forme come “ordinatamente”, “consideratamente”, “determinatamente”. Tuttavia, molte di queste costruzioni non hanno superato la selezione dell’uso nel corso dei secoli.

Il fatto che “manifestatamente” non si sia affermato dipende proprio da questa selezione naturale della lingua. “Manifestamente” era più semplice, più breve, più trasparente, e soprattutto già sufficiente a esprimere il significato richiesto. La lingua, come spesso accade, ha scelto la forma più economica e più stabile, lasciando cadere l’altra.

È importante sottolineare che “manifestatamente” non è tecnicamente “sbagliato” in senso storico, ma è arcaico e inattuale. Usarlo oggi in un testo non specialistico risulterebbe artificioso, pedante o errato dal punto di vista dell’uso. Non compare nell’italiano standard, né nella lingua giornalistica, né in quella saggistica contemporanea. Se appare, è quasi sempre frutto di ipercorrettismo o di un tentativo maldestro di “variare” lo stile.

dunque è un ipercorrettismo?

Il dubbio nasce spesso da un’idea intuitiva ma ingannevole: se esistono coppie come “automaticamente” e “automaticamente” (che in realtà non esistono), allora forse anche “manifestatamente” potrebbe essere una variante più “intensa” di “manifestamente”. Ma questa percezione è errata. L’italiano non funziona per accumulo arbitrario di suffissi: ogni parola ha una sua storia precisa, e non tutte le combinazioni teoricamente possibili sono legittime nell’uso reale.

Dal punto di vista semantico, inoltre, “manifestamente” copre perfettamente il campo di significato: indica ciò che è evidente ai sensi, alla ragione o all’esperienza comune. Nei testi danteschi, come si è visto, l’avverbio è spesso legato a verbi di percezione (apparire, vedere) e serve a guidare il lettore verso una conclusione ritenuta indiscutibile. Questo valore si è conservato fino a oggi, rendendo la parola pienamente funzionale anche nell’italiano moderno.

In conclusione, il dubbio tra “manifestamente” e “manifestatamente” si risolve in modo netto se si distingue tra storia della lingua e uso attuale. “Manifestamente” è la forma corretta, viva e pienamente legittima. “Manifestatamente” appartiene a una fase antica dell’italiano, legata a contesti molto specifici e oggi non più produttiva. Conoscere questa distinzione non serve solo a evitare errori, ma anche a comprendere come la lingua italiana, nel corso dei secoli, abbia scelto, semplificato e affinato i propri strumenti espressivi.

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