neologismi più richiesti

Le 10 nuove parole più segnalate all’Accademia della Crusca

In base alle richieste pervenute ai linguisti sul sito, ecco quali sono i termini più richiesti dagli utenti italiani all'Accademia della Crusca

Le 10 nuove parole più segnalate all'Accademia della Crusca

Non solo “petaloso”. Negli ultimi anni sono diverse i neologismo coniati ed entrati a far parte della lingua italiana. Non solo: sul sito dell’Accademia della Crusca gli utenti possono compilare un modulo e segnalare le parole nuove che vorrebbero far parte della nostra lingua. La redazione prende in esame i suggerimenti più frequenti e interessanti per costruire nuove eventuali schede. Scopriamo quali sono le ultime richieste più curiose e particolari, termini molti dei quali sdoganati e già entrati nel linguaggio orale.

trollare

Il termine, di chiara origine inglese, deriva da “troll” che, nel gergo di Internet e in particolare delle comunità virtuali, è un soggetto che interagisce con gli altri tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso e/o del tutto errati. Colui che trolla ha l’obiettivo di disturbare la comunicazione e fomentare gli animi.

vascologia

All’Accademia sono arrivate, a ondate, segnalazioni del neologismo vascologia, con la richiesta di valutare la parola in vista del suo possibile inserimento nei dizionari. Il termine, che indica lo studio della vita e delle opere di Vasco Rossi, sembra sia stato ideato da Vittoria Chiarenza, autrice di vari testi dedicati al rocker emiliano, che per varie generazioni di fans è anche maestro di un particolare stile di vita e di comportamento.

googlare

Sono molti i lettori che chiedono a La Crusca di “strani” verbi, tutti uscenti in -are, che sembrano proliferare soprattutto nell’ambito burocratico e in quello informatico. E’ questo il caso di googlare, neologismo che significa “effettuare una ricerca di notizie o informazioni sui motori di ricerca e in particolare su Google”. Termine peraltro già presente in in Zing. 2016 e in Devoto-Oli 2014.

skippare

Altro neologismo proveniente “dal web”, skippare deriva dal verbo inglese to skip ovvero saltare. Inizialmente usato in ambito informatico, e successivamente italianizzato, skippare viene usato per indicare quando non vuoi fare una cosa e appunto la vuoi saltare, evitare.

bambinità

In molti, soprattutto pediatri, ma non solo, si sono rivolti all’Accademia della Crusca per “promuovere” la parola bambinità, lamentandone l’assenza dai dizionari d’italiano. Alcuni psicologi usano la parola bambinità per indicare la condizione del bambino, il suo spazio/universo fisico e mentale, per individuarlo come autonomo e specificamente caratterizzato in opposizione a quello dell’adulto. Dall’ambito psicologico la parola viene assorbita e rilanciata in settori in vario modo contigui.

obsistenza

La parola, ma soprattutto il significato per cui è stata coniata, modellandola sul verbo latino obsistere e contrapponendola al tanto abusato concetto di resilienza, significa contrapporsi, opporsi, impedire.

whatsappare

Il verbo whatsappare fa riferimento alla comunicazione attraverso WhatsApp, un’applicazione di messaggistica istantanea, disponibile per smartphone, che consente lo scambio di messaggi testuali e multimediali tra gli utenti. Il nome dell’applicazione deriva dall’incrocio, che gioca sull’omofonia, fra la formula fàtica inglese what’s up?  tipica della lingua parlata e traducibile con ‘come va?’, ‘che si dice?’ – app, riduzione di application

killare

Il termine deriva dall’inglese to kill ‘uccidere’ e indica l’azione di “uccidere un nemico nel gioco”. Si usa anche per indicare un processo o programma del computer da chiudere.

squisilizioso

Neologismo nato dall’unione dei termini squisito e delizioso, si vuole usare questa parola per descrivere qualcosa di molto buono da mangiare.

 

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