Chill, origine e significato della parola dell’anno secondo la Crusca

20 Gennaio 2026

L’Accademia della Crusca incorona il termine che ha dominato il linguaggio della Gen Z e della Gen Alpha nell'ultimo anno. Scopri origine e significato del neologismo che racconta un bisogno generazionale

Chill, origine e significato della parola giovanile dell'anno secondo la Crusca

Di fronte alla frenesia digitale e alle ansie del quotidiano, la risposta dei giovani italiani è stata una sola: “Chill”. Secondo gli esperti linguisti dell’Accademia della Crusca, è questo il termine “giovane” dell’anno 2025.

L’iniziativa della “parola dell’anno giovanile” è ispirata alla Germania: nel lontano 2008 la casa editrice tedesca Langenscheidt ha lanciato la Jugendwort des Jahres (“parola giovanile dell’anno”) e nelle ultime tornate, sui vocaboli in lizza, il dibattito collettivo sulla voce da incoronare è stato accesissimo ed entusiasmante. Così nel 2025 il gioco tanto amato dai tedeschi si è giocato anche da noi. L’iniziativa, ideata dal linguista Massimo Arcangeli, aperta a tutti ma indirizzata in particolare ai giovani e ai giovanissimi, si è svolta nella cornice del Festival della Lingua Italiana e delle Lingue d’Italia.

Ma cosa si nasconde dietro questa parola di origine inglese che sembra essere preferita dalla nuove generazioni rispetto ai classici termini “calma”, “relax” o “tranquillità”?

Origine e significato di Chill

La parola “chill” deriva dall’inglese antico ciele (freddo), collegato al verbo to chill (“raffreddare”), ma nel gergo giovanile moderno assume il significato opposto di rilassato, tranquillo, senza stress

Come riportato sul sito dell’Accademia della Crusca, “nel linguaggio giovanile, e nei suoi usi in rete, chill assume il significato generico di ‘rilassamento’, ‘tranquillità’, ‘relax’ e ‘calmo’, ‘tranquillo’, ‘privo di stress’. Come sostantivo e aggettivo può descrivere un atteggiamento sereno e disinvolto, una persona rilassata e calma, un’attività priva di pressioni o stress, una situazione piacevole e distesa.

Lo troviamo in espressioni del tipo “Dai, stasera facciamo qualcosa di chill, niente di troppo impegnativo”  o “Mi sta simpatico il nuovo professore di fisica, è super chill”, ma anche in locuzioni fisse come: “Oggi non voglio stress, sto nel chill”.

In molti suoi usi e contesti può ricordare (e forse sostituire?) un altro termine, ormai noto e in declino, tipico del linguaggio giovanile di qualche tempo fa: scialla.” Dal neologismo, inoltre, è derivato il verbo, adattato alla morfologia dell’italiano, chillare, con il participio passato usato con valore aggettivale chillato.

La motivazione di Chill parola dell’anno 2025

Ma perché la redazione ha dunque scelto chill come parola dei giovani del 2025? “In virtù – si legge sempre sul sito – del suo consolidamento nell’uso e della sua rappresentatività generazionale. In un’epoca caratterizzata da velocità e iperattività, dove la società richiede di essere sempre “sul pezzo”, reattivi e produttivi, il linguaggio giovanile risponde con una parola che invita a rallentare, a godersi il momento, a prendersi spazi di autentico relax. Chill è una parola rappresentativa di nuove generazioni per le quali la presa di distanza dallo stress, dalle pressioni sociali, la ricerca della tranquillità, dello svago, della libertà dall’ansia sembrano essere valori di riferimento, in cui i giovani si identificano e si riconoscono”.

Le altre parole candidate

Le cinque parole che si sono contese fino all’ultimo il gradino più alto del podio, votate da una giuria popolare composta di migliaia di giovani e giovanissimi dell’intera penisola e scelte fra le tante in uso, sono state: aura, bro, chill, ghostare e rimasto.

Nel rush finale una giuria di qualità composta da 15 persone (sette adulti, fra insegnanti, docenti universitari e dirigenti scolastici, e sette giovani di età compresa fra i 14 e i 18 anni, più un presidente, un giovane fra i 19 e i 21 anni) ha scelto tre parole delle cinque indicate, in ordine di preferenza, e alla prima, alla seconda e alla terza scelta di ognuno dei membri della giuria sono stati assegnati rispettivamente 3 punti, 2 punti e 1 punto. Ecco l’esito della votazione: chill, 25 punti; aura, 23 punti; bro e ghostare, 17 punti; rimasto, 14 punti.

Più di un aggettivo: uno stato mentale

Entrato nel gergo comune attraverso la musica (basti pensare alle playlist Lo-fi chill su YouTube o Spotify) e i social media, questo neologismo ha subito un processo di italianizzazione e adattamento semantico unico.

“Chill” rappresenta la ricerca di un rifugio sicuro, un momento di decompressione in un mondo percepito come troppo veloce e spesso tossico. Non è l’ozio dei latini, ma una forma di resistenza alla performance costante: è la parola di chi sceglie di non partecipare alla competizione sfrenata, di chi cerca una dimensione di benessere autentico e senza filtri. Un invito allo “stare chill” che, partendo dai giovani, andrebbe esteso anche agli adulti.

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