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il contributo alla lingua

Chi era il linguista Luca Serianni

Si è spento il 21 luglio il professor Luca Serianni, investito da un’auto a Ostia. Serianni è stato un linguista, filologo e accademico italiano che ha contribuito a dare valore alla nostra lingua.

Si è spento il 2w luglio il professor Luca Serianni, il famoso linguista investito da un’auto a Ostia, mentre attraversava sulle strisce pedonali. Professore emerito di linguistica italiana a La Sapienza di Roma, e autore di numerosi saggi, Serianni è stato un linguista, filologo e accademico italiano che ha contribuito a dare valore con la sua attività ed i suoi studi alla nostra lingua.

Grave perdita per la cultura italiana

“La scomparsa di Luca Serianni è una grave perdita per il mondo della cultura italiana, privata dell’intelligenza, la capacità e la sensibilità che lo hanno sempre contraddistinto nello studio e nella docenza della storia della lingua italiana – Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, nell’apprendere della scomparsa del professor Luca Serianni – Un sapere profondo, che egli ha sempre saputo comunicare al meglio e per il quale gli era stato affidato il coordinamento del Comitato scientifico del neonato Museo della lingua italiana di Firenze. Sono vicino ai familiari e a tutta la comunità di studenti e studiosi che negli anni hanno seguito il suo insegnamento”.

Il contributo per la lingua italiana

“Luca Serianni per la Crusca era un punto di riferimento – ha affermato il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, intervenuto su La Nazione – Era membro di molte istituzioni culturali, tra cui La Crusca, di cui non era solo era accademico, ma nel mio primo mandato, nel 2014, Luca era anche componente del consiglio direttivo dell’Accademia. Un mandato che è stato particolarmente difficile, perché è stato quello della crisi finanziaria dell’Accademia. In quell’occasione, come sempre, abbiamo avuto opportunità di usufruire del suo equilibrio e della sua intelligenza straordinaria. All’interno dell’Accademia dirigeva anche una delle più importanti riviste, ‘Studi di Lessicografia Italiana’, e in più aveva diretto l’Osservatorio degli Italianismi nel mondo.”

Luca Serianni

Nato a Roma il 30 ottobre 1947, Luca Serianni si è formato alla scuola di Arrigo Castellani, maestro del “purismo” della lingua italiana, sotto la cui guida si era laureato in Lettere nel 1970 all’Università “La Sapienza” di Roma. Assistente ordinario nel 1973, è stato professore incaricato di Storia della lingua italiana presso le Università di Siena (sede di Arezzo, 1974-75), L’Aquila (1975-76), Messina (dal 1976-77 al 1979-80).

Nel 1980 divenne professore ordinario di Storia della lingua italiana nell’Università di Roma “La Sapienza”, dove ha concluso cinque anni fa la sua prestigiosa carriera accademica, circondato dalla stima e dall’affetto di intere generazioni di studenti e di colleghi. Il suo primo laureato è stato nel 1982 Giuseppe Patota, oggi professore ordinario di Storia della lingua italiana presso l’Università degli Studi di Siena e accademico della Crusca. Serianni era dottore honoris causa dell’Università di Valladolid e di quella di Atene. Nel 2004 ha ricevuto all’Accademia dei Lincei il Premio del Ministro dei Beni culturali del Premio per la Filologia e la Linguistica.

Nel 2006 Serianni venne nominato dall’allora ministro dei Beni culturali presidente di una “Commissione tecnica con il compito di procedere ad un complessivo esame del linguaggio e della terminologia in materia di beni e attività culturali e di elaborare le relative proposte”.

Il culto della parola

Socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia della Crusca e dell’Arcadia, della Casa di Dante di Roma, vicepresidente della Società Dante Alighieri, direttore delle riviste “Studi linguistici italiani” e “Studi di lessicografia italiana”, Serianni ha dedicato la sua vita al “culto” della “parola”, scritta e parlata, affermandosi come uno dei più influenti linguisti italiani, autore di numerosi testi sulla grammatica che hanno fatto la storia recente della linguistica. Ha curato, a partire dal 2004, gli aggiornamenti del vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli e dall’edizione del 2017 ne è divenuto anche coautore.

La sua attività di ricerca ha spaziato in quasi tutti i settori della storia linguistica italiana: dalla grammatica storica alla lingua letteraria, dal Medioevo all’età contemporanea, dalla fonologia al lessico. Particolare attenzione ha costantemente prestato all’accertamento filologico, considerato preliminare e indispensabile per l’analisi linguistica del testo. 

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