VERSI CELEBRI

Torquato Tasso, i versi più belli de la “Gerusalemme liberata”

Per celebrare l'anniversario della scomparsa di uno dei massimi esponenti letterari della storia italiana, ecco una selezione di versi tratti dal suo capolavoro
Torquato Tasso, i versi più belli de la “Gerusalemme liberata”

MILANO –  Per celebrare uno dei massimi esponenti letterari della storia italiana, ecco una selezione di versi tratti dal suo immortale capolavoro, la “Gerusalemme liberata”.

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“Già l’aura messaggera erasi desta | Ad annunziar che se ne vien l’aurora: | Ella intanto s’adorna, e l’aurea testa | Di rose colte in paradiso infiora. Di sua bocca uscieno | Più che mel dolci d’eloquenza i fiumi.”

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“Ben gioco è di fortuna audace e stolto | por contra il poco e incerto il certo e ‘l molto.”

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“Ché fortuna qua già varia a vicenda | mandandoci venture or triste or buone, | ed a i voli troppo alti e repentini | sogliono i precipizi esser vicini.  Noi morirem, ma non morremo inulti.”

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“Ahi crudo Amor, ch’ugualmente n’ancide | l’assenzio e ‘l mèl che tu fra noi dispensi, | e d’ogni tempo egualmente mortali | vengon da te le medicine e i mali!”

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“Così conclude, e con sì adorno inganno | cerca di ricoprir la mente accesa | sotto altro zelo; e gli altri anco d’onore | fingon desio quel ch’è desio d’amore.”

“Era la notte, e ‘l suo stellato velo | chiaro spiegava e senza nube alcuna; | e già spargea rai luminosi e gelo | di vive perle la sorgente luna. | L’innamorata donna iva co’l cielo | le sue fiamme sfogando ad una ad una; | e secretari del suo amore antico | fea i muti campi e quel silenzio amico.”

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“Qual in membro gentil piaga mortale | tocca s’inaspra e in lei cresce il dolore, | tal da i dolci conforti in sì gran male | più inacerbisce medicato il core.”

“Oh vani giuramenti! ecco contrari | seguir tosto gli effetti a l’alta speme, | e cader questi in tenzon pari estinto | sotto colui ch’ei fa già preso e vinto.”

“Muoiono le città, muoiono i regni, | copre i fasti e le pompe arena ed erba, | e l’uom d’esser mortal par che si sdegni: | oh nostra mente cupida e superba!”

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